Gioco
People Care, che odissea Senza lavoro né indennità
LIVORNO. Sono senza lavoro: sono stati licenziati da People Care e la speranza di rivedere il posto di lavoro è appesa al filo della trattativa con Comdata). Ma sono anche senza i soldi che...
LIVORNO. Sono senza lavoro: sono stati licenziati da People Care e la speranza di rivedere il posto di lavoro è appesa al filo della trattativa con Comdata). Ma sono anche senza i soldi che dovrebbero avere come Tfr e come indennità di disoccupazione e come Tfr: perché per l’uno si attende che l’azienda mandi la documentazione all’Inps (con la dichiatazione di incapienza che affida all’ente previdenziale l’esborso) e, invece, per l’altra (“Naspi”) i lavoratori pagano lo scotto del fatto che «l’hanno incredibilmente fatta entrare in vigore senza che fosse pronto il software per gestirne l’erogazione», come dice Filippo Bellandi, sindacalista People Care.
Ecco, i lavoratori del call center sono andati al presidio sotto la prefettura a raccontare la loro rabbia. Ma lo slittamento del pagamento dell’indennità di disoccupazione non riguarda solo gli addetti ex People Care: se era stata la Rsu del call center di Guasticce a far decollare l’idea della mobilitazione, era stata poi l’organizzazione di categoria Slc Cgil e poi tutta la confederazione a scendere in campo. È emerso che, allargando lo sguardo, ad esempio nel solo settore del commercio si contano nella nostra provincia 4mila stagionali interessati agli intoppi della Naspi, come ricorda Beppe Luongo, dirigente sindacale Slc Cgil.
La delegazione sindacale ricevuta dal prefetto Tiziana Costantino hanno molto apprezzato il modo con cui si da parte del Palazzo del Governo si è cercato di venire incontro alle richieste dei lavoratori: l’ha fatto non limitandosi ad ascoltare i problemi che le venivano sottoposti ma convocando i dirigenti Inps per riuscire a trovare un canale di risposta operativa che tentasse di risolvere l’impasse nel più breve tempo possibile.
«Tutti devono ricordarsi – sottolineano Luongo e Bellandi – che si tratta di lavoratori con salari bassi, senza risparmi alle spalle: ogni giorno di ritardo pesa come un macigno sulle condizioni reali di vita».
Pesa anche l’incognita sull’andamento della trattativa che People Care e Comdata stanno conducendo per il subentro nella struttura di Guasticce. Ma finora senza uscire dalla fase di stallo, denunciano gli esponenti sindacali della Cgil.
È un braccio di ferro sulla valutazione delle apparecchiature e dello stato dell’impianto, afferma Bellandi: c’è una discordanza – rincara – fra il valore attribuito da People Care e la stima formulata dal sucentrante Comdata. «E in mezzo ci sono i lavoratori costretti a veder passare le settimane senza che si risolva la loro situazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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