Gioco
Capannone semidistrutto con il camion-ariete per rubare pochi euro
I ladri sono entrati in azione poco prima delle 22 di sabato 11 a Livorno in via Provinciale Pisana: nel mirino la Vetrocar, la cui sede in vetro e alluminio è stata gravemente danneggiata). Il mezzo pesante era servito anche per sfondare il cancello. Sul posto anche i vigili del fuoco
LIVORNO. Hanno rubato pochi spiccioli e qualche banconota ma per arrivare la cassa hanno semidistrutto una parte rilevante del fabbricato in vetro e alluminio che, al civico 554 di via Provinciale Pisana, ospita la sede della Vetrocar, azienda specializzata nella riparazione e sostituzione cristalli auto.
Il furto è avvenuto poco prima delle 22. Per entrare all’interno dell’azienda i ladri hanno buttato giù un pesante cancello lungo sei metri: difficile immaginare che l’abbiano fatto manualmente, ma anche un’auto non sarebbe stata sufficiente come “ariete”. È dunque probabile che gli autori del furto abbiano usato un camion lanciandolo contro la cancellata.
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Non solo: una volta dentro il piazzale, presumibilmente i ladri hanno fatto il bis. Di nuovo con il camion come “ariete” ma stavolta andando a sfondare la grande struttura in vetro che avvolge il capannone aziendale. La polizia è al lavoro per individuare i responsabili del furto (e del grave danneggiamento del fabbricato). Sul posto hanno lavorato a lungo anche i vigili del fuoco per riuscire a mettere in sicurezza le parti pericolanti.
“Avevo già subito due furti in poco tempo”, dice sconsolato il titolare Mario Canella: “Il primo un paio di mesi fa, mi portarono via 4mila euro. Quindici giorni più tardi, lo hanno fatto di nuovo, ma a quel punto non tenevo più in sede nient’altro che un piccolo fondo cassa: dunque se ne saranno andati con 250 euro. Stavolta non hanno proprio badato a nient’altro che a distruggere tutto quanto potessero trovare sulla loro strada: è un danno davvero grosso. Minacce in passato? No, nessuna. Ai cittadini, a chiunque fosse di passaggio faccio un appello: se qualcuno ha visto qualcosa, si faccia vivo con le forze dell’ordine”.
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