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Previdenza, ecco la ricetta Boeri: più contributivo per la flessibilità e penalizzazione a chi esce presto

Tito Boeri, presidente dell'Inps
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Tito Boeri, presidente dell'Inps

Chi deciderà di andare in pensione prima dell'età di vecchiaia dovrà subire una penalizzazione legata al periodo di anticipo di uscita dal lavoro per evitare che il costo pesi sulle generazioni...

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Chi deciderà di andare in pensione prima dell'età di vecchiaia dovrà subire una penalizzazione legata al periodo di anticipo di uscita dal lavoro per evitare che il costo pesi sulle generazioni future: la ricetta del presidente dell'Inps, Tito Boeri per la riforma della previdenza - sintetizzata mercoledì 8 lugliog alla Camera in occasione della presentazione del rapporto dell’istituto - si basa sul sistema contributivo come l'unico in grado di introdurre nella legge Fornero una «flessibilità sostenibile». Ciò non significa, ha spiegato Boeri, estensione del metodo contributivo su tutti gli anni di lavoro, ma piuttosto collegare la penalizzazione al numero di anni per i quali si percepirà l'assegno. In pratica a parità di montante ogni anno di lavoro in meno dovrà comportare una riduzione dei pagamenti mensili «tenendo conto della demografia e dell'andamento dell'economia».Boeri inoltre ha definito «giusto» un eventuale contributo da chi ha redditi pensionistici elevati in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati di domani.

La proposta è stata bocciata dai sindacati con la Cgil che ha sottolineato come l'utilizzo del contributivo (se si calcolasse tutto con questo sistema) significherebbe un taglio delle pensioni del 30-35%. La soluzione, per il numero uno Cisl, Annamaria Furlan, deve tenere insieme l'equilibrio dei conti e l'equità sociale. Un no a ulteriori penalizzazioni è arrivato dal segretario generale Uil, Carmelo Barbagallo. Boeri già nelle scorse settimane in una audizione alla Camera aveva sottolineato come il sistema contributivo sia l'unico «neutro» nel lungo periodo per i conti pubblici.

«Le regole del sistema contributivo - ha spiegato il presidente dell’Inps- consentono una certa flessibilità in uscita. Spalmano un montante contributivo accumulato durante la vita lavorativa in pagamenti mensili in base all'età e alla speranza di vita residua. Chi va in pensione prima deve spalmare questa cifra su molti più mesi di chi va in pensione più tardi».

Il ministro Giuliano Poletti frena e sottolinea che la proposta dell'Inps sarà valutata insieme a quelle che sono in Parlamento, a quelle delle parti sociali e alle misure allo studio del ministero, poi decideranno governo e Parlamento. «Agiremo con misura - ha detto - per non alimentare paure ingiustificate e speranze ingiustificate».

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