Gioco
Non ci sono targhe, bloccati i motorini nuovi
L'associazione delle autoscuole segnala che le disfunzioni nella realizzazione delle targhe per i veicoli sta creando problemi in tutta Italia: ma è a Livorno la situazione più difficile, soprattutto sul fronte dei motorini
LIVORNO. Si riaffaccia l'incubo dell'emergenza targhe in molte città italiane: «Le targhe non ci sono e non arrivano, o arrivano a rilento, impedendo l'immatricolazione di veicoli già acquistati e pagati dai cittadini, che si trovano a dover attendere senza poter utilizzare il proprio mezzo, magari proprio in prossimità della partenza per le vacanze». A denunciarlo è l'Unasca, l'organizzazione di categoria che raggruppa le autoscuole: e in mezzo ai guai diffusi in mezza Italia, l'epicentro dei guai sembra essere proprio Livorno, secondo quanto afferma dal quartier generale nazionale quest'associazione di operatori. Con un doppio paradosso: 1) quest’anno il destino sembra essersi accanito soprattutto contro le moto nuove; 2) si è fatto di tutto per far uscire il mercato dell’auto dalle secche della crisi e, appena rialza la testa, ecco che deve andare con il freno a mano tirato per via della mancanza di targhe (e dunque dell’impoissibilità di ritirare il veicolo appena comprato)...
È Livorno il caso più difficile in tutta la penisola: qui da noi, secondo l'allarme lanciato dagli associati Unasca, «le targhe sono finite da dieci giorni». Ma situazioni di difficoltà vengono segnalate anche «Brescia, a dove scarseggiano, così come a Firenze, Modena, Bergamo, Pordenone, Genova, Varese, Parma, Pescara, Ragusa, Grosseto».
Già l'anno scorso era stato il senatore livornese Pd Marco Filippi a presentare una interrogazione per denunciare il caso: e anche in tale circostanza era Livorno la maglia nera della situazione («da 14 giorni lavorativi l'Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile e gli “Sta” della provincia di Livorno sono completamente sprovvisti di targhe per la immatricolazione e reimmatricolazione di autoveicoli mentre in altri uffici, come Brescia e Verona, stanno esaurendo le scorte e, nei prossimi giorni tale rischio si riproporrà, come nei mesi scorsi, in altre realtà quali Treviso, Bari, Pisa, Firenze e Ascoli Piceno»).
In tutti questi mesi dev'esser cambiato poco o nulla. Anzi, forse sì ma solo a singhiozzo, se è vero che Quattroruote, la bibbia degli automobilisti, non solo conferma quant'è difficile la situazione di Livorno ma anche ricorda che che ormai l'emergenza targhe va a ondate cicliche, l'ultima delle quali risale al gennaio scorso. «E avremmo giurato che il fenomeno non si sarebbe più ripetuto dopo l'"insurrezione" di tutti gli operatori del settore, inferociti con il Poligrafico dello Stato che, lo ricordiamo, produce in esclusiva le targhe dei veicoli nel proprio stabilimento di Foggia (e che, a quanto pare, non è in grado di stare dietro alla domanda di targhe proveniente, attraverso gli uffici della motorizzazione civile che le distribuisce, dal mercato)».
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