Il Tirreno

Livorno

In fuga con la droga negli slip: corpo a corpo a Salviano

di Lara Loreti
In fuga con la droga negli slip: corpo a corpo a Salviano

Poliziotto vede la roba e lo ammanetta, ma lui tenta la fuga in mezzo al traffico L’agente e il giovane si rotolano per terra: violenta colluttazione, poi l’arresto

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LIVORNO. Il “buono” e il “cattivo” si rotolano per strada mentre le auto sfrecciano in via di Salviano, costrette a fare lo slalom per non investirli. Li tiene uniti una manetta: una sola. L’altra il poliziotto non ha fatto in tempo a metterla perché l’altro è schizzato via. Con una velocità incredibile. Ma l’agente non si arrende e non molla mai la presa.

Il corpo a corpo è duro. Ma quel cerchietto di ferro è ancora lì, unico contatto fra i due. La colluttazione dura qualche minuto, poi l’agente la spunta.

Un arresto sofferto quello di giovedì 9 luglio. A Salviano è l’ora di punta. Sono da poco passate le 14 quando, all’altezza della rotonda di via Haiphong, una volante della questura vede un giovane nordafricano sospetto. Il ragazzo viene fermato e nel corso del controllo emerge che quel ragazzo, 22 anni, ha dello stupefacente negli slip: si tratta di cocaina. A quel punto scatta l’arresto, per detenzione di droga ai fini di spaccio. Ma il giovane non ci sta e tenta di scappare via, proprio mentre uno degli agenti gli sta mettendo le manette.

Ecco che si scatena la zuffa: in via di Salviano sembra di stare al cinema. Chi passa non crede ai suoi occhi alla vista di quel duello sull’asfalto.

Ne esce vincitore l’agente che, alla fine, riesce a immobilizzare il giovane e ad ammanettarlo definitivamente. In carcere finisce El Alami Nasri, marocchino, già noto alle forze dell’ordine per fatti di droga.

Le accuse nei suoi confronti sono detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (la coca, circa tre grammi, era divisa in varie dosi), violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il poliziotto, nella colluttazione, ha riportato una ferita alla mano. Poi lo ha aiutato il collega.

Ieri, in tribunale, si è svolta l’udienza del processo per la direttissima. L’avvocato del 22enne ha chiesto i termini a difesa, prendendo così tempo per studiare le carte. Il giudice ha stabilito che nel frattempo, nei confronti del giovane, resti la misura cautelare in carcere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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