Gioco
Condizionati? No, i treni dei pendolari sono bollenti
Noi con il termometro per testare i convogli dei pendolari. Temperature elevatissime ma in qualche vagone c’è il gelo
Sulla carta la stragrande maggioranza dei treni toscani sono condizionati. Ma nella realtà la situazione è molto diversa, come attestano le ripetute proteste dei viaggiatori. Il Tirreno le ha volute verificare ed è giunto alla conclusione che sono proteste sacrosante. Con un banalissimo termometro ci siamo messi in viaggio nelle ore della calura, percorrendo in entrambi i versi una delle direttrici principali del traffico ferroviario regionale: la Firenze-Pisa-Livorno. I risultati sono dettagliati nel reportage sotto: la temperatura rilevata non è quasi mai normale, nel giro di poche carrozze dello stesso treno si passa dall'afa al gelo. E con il gran caldo che non darà tregua per settimane, il problema non è da sottacere. Bene ha fatto Trenitalia ad annunciare l’attivazione di una task force di tecnici per riparare prontamente i condizionatori guasti o difettosi. Vedremo adesso se i risultati saranno all’altezza dell’impegno preso con i viaggiatori e con l’ente appaltante, la Regione.
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«Anche a Madrid fa caldissimo, ma ci sono molti posti con l’aria condizionata. Compresi i treni». La turista spagnola, in viaggio da Firenze a Pisa col figlio, si sventola il viso con il classico ventaglio. Il ragazzo, invece, siede al suo fianco con gli occhiali a specchio e l’espressione di chi non ce la fa davvero più. Il termometro segna fra i 31 e i 32 gradi sul treno regionale partito da Firenze Santa Maria Novella alle 13,16. Il caldo di questi giorni entra in maniera inesorabile nel vecchio convoglio dove o fa un’afa atroce o un freddo da raffreddore immediato. Infatti, pochi vagoni più avanti, lo sbalzo termico è di almeno cinque gradi. Ma è solo uno dei tanti esempi sperimentati ieri durante la mattina e il pomeriggio in un periodo in cui, oltre ai pendolari, sui treni ci sono anche tantissimi turisti accolti decisamente male dalle nostre ferrovie. I treni dei pendolari non sono soltanto lenti: sono pure bollenti. E l’aria condizionata è un’ipotesi: lo dicono le temperature che abbiamo rilevato nel nostro viaggio-test, nel giorno stesso in cui Trenitalia annunciava l’entrata in servizio della task force condizionatori.
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TERMOMETRO ALLA MANO. La verifica dei condizionatori ballerini, con un termometro a mercurio, comincia con il Livorno-Firenze delle 10,12 arrivato a Pontedera con 20 minuti di ritardo. Salendo sul treno “vecchio stampo” si avverte subito il caldo, la vampata aarriva dritta al volto.
I passeggeri combattono i 34 gradi centigradi aprendo i finestrini, ma devono sopportare un rumore assordante. Sembra di essere tornati giovani quando il frastuono ti entrava nelle orecchie sui treni di una volta. Nelle zone dove i finestrini sono invece bloccati il caldo è opprimente e non ci sono rimedi.
Il secondo tentativo passa dal regionale Firenze-Pontremoli che ferma alla stazione di Empoli alle 10,53. Anche in questo caso il convoglio non è di ultima generazione e i turisti sono numerosi. La storia delle temperature si ripete in maniera inesorabile. Si va dai 27 gradi, con un gruppo di americane costrette a indossare maglie o a coprirsi le spalle per il freddo e i 32 con stranieri e italiani a dissetarsi, sbuffando per il disagio. Un uomo inglese, in viaggio con la moglie e due ragazzini, si avvicina al termometro e, vedendo i 32 gradi, fa una smorfia di disgusto: «It’s incredible». Una signora italiana, anche lei in viaggio con la figlia dice: «E dire che ci siamo seduti qui perché il controllore ci ha detto che l’aria condizionata funzionava».
QUASI DIECI GRADI. Di scenette così ne seguono altre. Ma il top è sul già citato Firenze-Pisa del pomeriggio. Qui lo sbalzo termico è di quasi dieci gradi. In un vagone il termometro segna 27 gradi con una ragazza austriaca che non fa una grinza nel suo top nero che le scopre le spalle. Ma il resto dei passeggeri dimostra di non gradire troppo la bassa temperatura con l’aria condizionata a tutta manetta. In un altro vagone, invece, il mercurio arriva fino a 36 gradi. Le poltroncine, in questo vecchio treno sono tutte vuote, ovviamente. L’afa è insopportabile, il sudore arriva immediato e il respiro si accorcia come fossimo in altura. Meglio, a questo punto, i quasi 32 gradi a cui è sottoposta la turista spagnola con ventaglio e figlio al seguito. Anche se, in quella zona del treno, il comfort di un viaggio a livelli decenti è comunque un miraggio.
COME TOTÒ E PEPPINO. Altro treno, sempre gli stessi guai. Anzi, qui di problemi ce ne sono forse di più. Il Torino Portanuova- Salerno arriva alla stazione di Pisa Centrale con ben 25 minuti di ritardo. Il caldo sulla banchina è opprimente, ma una volta a bordo la situazione non è migliore. Tra l’altro, si tratta di un treno di vecchissimo tipo, con gli scompartimenti chiusi e separati dal corridoio, come quelli che prendevano Totò e Peppino per andare da Napoli a Milano. Grandi valige occupano il passaggio e persone rosse in volto per il sudore e la rabbia siedono sul bordo dei sedili. Che poi, di fermate in questo caso ce ne sono parecchie da fare e il viaggio sarà molto lungo. «Se smette di funzionare anche l’aria condizionata, com’è accaduto poco fa, siamo davvero nel dramma», dice una signora mentre cerca di non pensare al caldo scrivendo sul tablet. Il vicino di sedile sacramenta contro il calvario che è costretto a subire da ore. Anche nei corridoi la situazione non migliora e diventa insopportabile nella zona delle porte per scendere finalmente alla stazione di Livorno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11742560:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/07/08/news/e-trenitalia-manda-la-task-force-sui-vagoni-1.11742560]]“BISOGNINI” A RISCHIO. Dodici minuti di un viaggio infernale che prosegue in direzione opposta sul Grosseto-Firenze partito dalla Maremma alle 13,50 e giunto a Livorno alle 15,15. Anche qui il termometro sembra impazzito. Quando segna 28 gradi, quando 34. E le facce delle persone alle prese col gran caldo sono eloquenti. Durante una prova che fornisce risultati di questo tipo è inevitabile pensare a controllare anche il bagno. Ed è chiaro che nello spazio angusto tra wc e minilavandino l’esito sia come una sentenza: 34 gradi centigradi, ma la temperatura percepita è di gran lunga superiore.
Per fortuna a Pisa si cambia di nuovo e al binario arriva un bel treno a due piani. Pulito, con odori ben diversi da quelli frequentati in precedenza e con tendine funzionanti per ripararsi dal sole. Qui la vita è davvero più bella e il clima tra i passeggeri è tutta un’altra storia rispetto ai forzati dello sbalzo termico. Il pannello elettronico indica la velocità e la temperatura, sia interna che esterna. Fuori 34 gradi e dentro quando 26, quando 27. Il termometro conferma ed è il giusto premio dopo tante sofferenze. In fin dei conti basta avere fortuna e indovinare il giusto orario a cui è abbinato un treno di ultima generazione.
BEFFA A “DUE PIANI”. Del resto, Trenitalia ha spiegato che i problemi verificati con termometro alla mano si registrano solo sui vecchi convogli, quelli che (si spera) spariranno presto dalla faccia della terra. Fino a quel momento, viene da pensare, sarà un terno al lotto per beccare quello giusto. Ma subito dopo arriva la telefonata che ti smonta i sogni di raggiungere gli standard minimi della maggior parte dei Paesi europei: «Sul Piombino-Firenze non funziona l’aria condizionata. Stiamo morendo di caldo. E dire che il treno è di quelli a due piani…».
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