Il Tirreno

Livorno

Spunta anche la “moviola” per lo scontro in consiglio

di Mauro Donateo

Cepparello accusata di aver favorito un intervento in extremis di Ruggeri (Pd) Poi la chiusura per mancanza del numero legale: protesta del M5S e di Nogarin

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LIVORNO. Mentre nel calcio si discute ancora se usare la moviola in campo, in consiglio comunale questo problema è superato. Si usa, eccome. Ne è testimonianza quello che è successo dopo la seduta di ieri, quando alcuni consiglieri si sono radunati nell’ufficio della presidente del consiglio comunale Giovanna Cepparello, per vedere lo streaming del fatto incriminato.

Quale? Il momento in cui Marco Ruggeri, capogruppo del Partito democratico, ha premuto il tasto per chiedere di parlare proprio quando la presidente stava aprendo le votazioni su una mozione presentata dai 5 Stelle. Per la maggioranza è avvenuto dopo, quindi la votazione non doveva essere interrotta come invece ha deciso la Cepparello. Di qui la richiesta della “moviola”: dalle immagini si vede che avviene tutto in una frazione di secondi. Fatto sta che dopo le polemiche la seduta è stata sciolta.

Il “volpone”. Di fronte a una Cepparello affranta per le accuse ricevute dai M5S, Ruggeri - autore della mossa scaltra - ridacchia ma afferma di aver premuto il pulsante in modo legitimo «prima dell’apertura della votazione». Manovra chirurgica, da volpe che di questi giochetti della politica ne ha visti parecchi.

«Se volete sfiduciatemi». Fatto sta, che adesso è scontro aperto tra la presidente del consiglio comunale Giovanna Cepparello e il sindaco Filippo Nogarin. Non solo, ma anche con alcuni consiglieri della maggioranza. In sostanza, alla Cepparello viene mossa l’accusa di non essersi comportata in modo imparziale e aver favorito il Partito democratico. Alla fine dei lavori Cepparello di fronte ai 5 Stelle ha affermato: «Se volete sfiduciarmi fatelo pure, non ho problemi».

Ingenuità e astuzia. Ma andiamo con ordine. Siamo ormai al termine dei lavori, e viene letta da Valter Sarais (M5S) la mozione in cui si invita il consiglio comunale a esprimersi sulla convocazione in sesta commissione dei sindaci di Ato Sud. All’inizio, infatti, il sindaco aveva riferito del voto contrario del Comune al piano straordinario di Ato Costa, mettendo l’accento anche sulle difficoltà che stanno vivendo i comuni di Ato Sud rispetto alle prospettive iniziali. Mentre la Cepparello dichiara «possiamo quindi votare» (per chi vuole vedere in streaming, è al minuto 215.39), Ruggeri preme il pulsante per fare un intervento, la presidente del consiglio comunale non se ne accorge. Questione di attimi. Appena viene fatto notare che il capogruppo Pd vuole intervenire, Cepparello blocca la votazione, e scusandosi, chiede se è possibile andare avanti lo stesso. «Veramente vorrei proprio parlare della votazione», replica Ruggeri, che in sostanza critica l’atto della maggioranza perché «indebolisce il ruolo di Nogarin di fronte alla tavola dei sindaci».

Zitti, zitti... «Fa caldo, qualcuno forse ha perso dei colpi e non si è reso conto che la richiesta è venuta dal sindaco stesso», commenta ironico il pentastellato Edoardo Marchetti. Tanto basta per far arrabbiare Marco Ruggeri, che dopo aver replicato per le rime, comincia a preparare le borse e a firmare per uscire. Lo seguono anche gli altri esponenti del Pd. Pure Buongiorno Livorno e Città Diversa fanno lo stesso (si erano espresse contro l’utilizzo di questa mozione sin dall’inizio, poiché considerata non necessaria). Delle opposizioni resta solo Elisa Amato (Forza Italia). Il tempo di rendersi conto che non c’è più il numero legale , che scatta il panico tra la maggioranza.

«Filippo muoviti». È qui che Daniele Esposito chiede un minuto di sospensione, cosa che Cepparello concede. Come risolvere il problema? Ci pensa Stella Sorgente, che telefona al sindaco (nel frattempo se ne era andato), invitandolo a tornare immediatamente (al minuto 230.48 per lo streaming). La vicesindaco fa tutto questo dalla sua postazione, ovvero sotto gli occhi della Cepparello, che infastidita dall’azione, ricorda che «la sospensione deve essere giustificata». Dalla maggioranza chiedono «altri 5 minuti per riflettere sulla votazione», e proprio in quel momento arriva tutto trafelato il sindaco Nogarin. A questo punto, Cepparello si confronta con il segretario generale, dopodiché decide di sciogliere la seduta: «Ho il massimo rispetto per le istituzioni, voi mi avete chiesto una sospensione solo perché non avevate il numero legale, non è ammissibile».

Sindaco arrabbiato. «Questa è presunzione, è pazzesco», afferma Nogarin, che su tutte le furie abbandona la sala, poi rientra e grida diverse volte: «E questa sarebbe imparzialità? Ma via!» La discussione continua, si anima, Alessandra Rossi (M5S) fa notare che «questa non è democrazia, siamo stati anche troppo buoni»; per il collega Francesco Bastone «in questo modo è stata favorita l’opposizione». Accuse pesanti, che Cepparello non vuole sentirsi fare. «Ho sbagliato a non accorgermi della richiesta d’intervento, ma ho agito con trasparenza per difendere la possibilità di intervento da parte di tutti, la democrazia in consiglio è questa». Alla fine i sindaci Ato Sud verranno convocati dal presidente della sesta commissione.

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