Sicurezza
Il bar della stazione ora è chiuso
Arriva lo sfratto esecutivo: a casa dieci lavoratori mentre i turisti vagano tra le saracinesche abbassate. Il sindaco scrive ai ministri: "Preoccupazione e sconcerto"
LIVORNO. Le luci sono spente, le porte sono chiuse e i turisti, nel primo pomeriggio di un mercoledì di luglio, bussano al bar della stazione: «Vorremo un caffè», dicono. Ma questa volta nessuno verrà ad aprire. Lo storico Bar Buffet della Stazione è chiuso, questa volta per sempre.
Il Tirreno lo aveva annunciato ad aprile. Mercoledì 8, intorno alle 9, i locali sono stati sgomberati a seguito dell’intervento dell’ufficiale giudiziario e della polizia. Restano a casa dieci persone, dieci famiglie, molte delle quali monoreddito, senza poter usufruire di ammortizzatori sociali o cassa integrazione, perché il contratto del settore turistico non lo prevede.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11179441:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/04/04/news/pasqua-choc-chiude-il-buffet-della-stazione-otto-lavoratori-a-casa-1.11179441]]
Un dramma che si aggiunge a quello di molte altre famiglie livornesi che vivono nell’incertezza e nella precarietà economica. Senza contare che una stazione centrale come quella di Livorno resta per ora senza lo storico bar.
«Abbiamo cercato in questi mesi un dialogo con la società Cento Stazioni Spa – spiega la sindacalista Monica Cavallini (Cgil) – senza ottenere alcun risultato. Dalla prefettura ci hanno confermato che non si sono presentati all’ultimo incontro convocato. Sarebbe stato più facile far rilevare l’appalto in corso d’opera, così i tempi per le trattative saranno molto più lunghi».
La società Cento Stazioni liquida la faccenda con un «no comment». Dopo aver chiesto e ottenuto lo sfratto della società Gerba Srl che gestiva il Bar Buffet della Stazione, la società che amministra i beni di Ferrovie spa sceglie la strada del silenzio.
Al centro del contenzioso ci sarebbero canoni d’affitto non pagati e lavori di restauro mai effettuati. Intanto, in una città che vuol ripartire dal turismo, una stazione senza punto ristoro non è certo un buon biglietto da visita per chi durante la stagione calda usufruirà dei servizi.
«Certamente avrebbe creato disagi anche durante l’inverno – riprende Cavallini – ma nella stagione del turismo i danni sono ancora più ingenti. Adesso la nostra priorità, come quella dei sindacalisti delle altre sigle sindacali, sono i lavoratori rimasti disoccupati: cercheremo di avviare delle trattative congiunte con Cento Stazioni per permettere ai lavoratori di essere reintegrati nella nuova gestione».
I tempi delle trattative si annunciano lunghi e Cento Stazioni comunica che ancora non state prese decisioni sulle procedure da seguire.
«Per fortuna c’è il bar dove trovare ristoro», dicevano qualche giorno fa alcuni turisti intervistati dal Tirreno durante un sopralluogo per valutare il funzionamento dei servizi alla stazione. Ma da oggi la saracinesca del Bar Buffet della Stazione, aperto da quasi mezzo secolo, resterà abbassata lasciando a casa 10 dipendenti.
Il sindaco scrive ai ministri. Appresa la notizia della chiusura del buffet della stazione, il sindaco Filippo Nogarin ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Del Rio, e al ministro delle Economie e Finanze Padoan, esprimendo «preoccupazione e forte sconcerto». «Da un lato la nostra comunità – afferma Nogarin – in un territorio già interessato da un processo di crisi complessa chiude un'altra società che ha dato finora sostegno a una decina di famiglie, alle quali vanno la mia personale solidarietà e vicinanza». «Dall'altro – rileva il sindaco – con la chiusura dell'unico bar della stazione centrale, lo scalo livornese perde un punto di riferimento per lavoratori delle ferrovie, pendolari e turisti specialmente nella stagione estiva».
«Lo scenario prospettato da Centostazioni, che ha ipotizzato come la nuova gestione possa subentrare non prima di ottobre – evidenzia Nogarin – rischia di far precipitare definitivamente nel degrado tutta la struttura. Si registra purtroppo – chiosa Nogarin – un atteggiamento, da parte della società Centostazioni, che, disertando i due tavoli convocati presso la prefettura, che ringraziamo per la sua disponibilità, ha dimostrato una totale chiusura a qualsiasi tentativo di dialogo». «È bene ricordare – conclude il sindaco – come questa società continui ad essere partecipata al 60% da Ferrovie dello Stato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
