Gioco
I partigiani Anpi: Mario ci ha regalato l'esempio
LIVORNO. I partigiani dell’Anpi provinciale, per bocca del presidente Gino Niccolai (foto), ricordano a tutta la città la figura di Mario Canessa «poliziotto, partigiano, Giusto fra le Nazioni, servitore dello Stato che ha disubbidito agli ordini del regime fascista della repubblica di Salò e dell'occupante nazista per dare aiuto agli ebrei in fuga, ai rifugiati politici e sostegno logistico ai partigiani della Valtellina scegliendo di essere contro la barbarie per mettere la persona e l'essere umano al centro delle proprie scelte etiche e morali». Lo fanno in un modo inconsueto: nella loro lettera aperta riproducono il testo che l’allora sindaco Alessandro Cosimi scrisse per la pubblicazione del testo dedicato alla vita di Canessa (“Uno strano coraggio” edita dal Comune in tandem con l’Anpi, il cui testo completo è in una finestra di quest'articolo)
«Io, che sono convinto dell'importanza della politica, – è scritto in quell’introduzione – credo che Canessa abbia fatto quanto di più politico esista: ha dato l'esempio. Un esempio, certo, di un tempo lontano ma che ancora oggi mantiene tutta la sua attualità: il senso del valore della democrazia, per cui ci si mette totalmente in gioco, della solidarietà e dell'agire insieme per il bene comune, del capire che davanti alla barbarie "non fare" significa schierarsi con chi la compie e che è possibile essere e agire in modo opposto».
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