Gioco
Happysun, la app livornese per abbronzarsi senza rischi
Livorno, lo smartphone diventa un sensore di raggi ultravioletti grazie al Gps e a un sistema di satelliti. Nei giorni del solleone record il debutto della novità realizzata da un’azienda aerospaziale di Marilia
LIVORNO. Nei giorni del solleone – con la colonnina del mercurio sempre sopra i 30 gradi e l’afa a livelli choc – arriva la presentazione la app che rappresenta il primo sistema di controllo satellitare della esposizione al sole. L’ha sviluppata l’azienda aerospaziale livornese Flyby srl: “Happysun” fa dello smartphone un sensore di raggi ultravioletti per evitare di scottarsi al sole. Nella sfida internazionale high tech in questo campo si differenza dai sistemi americani e francesi, lanciati sul mercato globale quest’estate, perché non ha bisogno di alcun sensore esterno da indossare e da orientare al sole: la radiazione solare in arrivo sulla tua pelle la misura con un occhio dall’alto, cioè dal satellite.
Si può scaricare sul sito www.happysun. it: la app "Happysun" fa del vostro smartphone un terminale mobile che calcola momento per momento quanta tintarella state prendendo e se la dose è giusta per la vostra pelle. Beninteso, non con una stima teorica bensì calcolando quanti raggi ultravioletti vi raggiungono grazie al collegamento con un sistema di satelliti e al Gps, individua quanto sole (e quante nuvole) ci sono nel punto esatto in cui siete.
È il primo tassello del puzzle che nel segno della foto-protezione serve a prendere tutto il meglio del solleone: abbronzarsi in sicurezza senza dove temere conseguenze sulla pelle, né in termini di rischio di patologie come i melanomi né dal punto di vista del deterioramento estetico che magari si vedrà fra qualche anno. La app personalizza la valutazione chiedendo al possessore dello smartphone un identikit come fototipo: lo fa attraverso una serie di domande semplici (gradazione del colore di occhi, pelle e capelli, la presenza di lentiggini, frequenza di scottature e via dicendo). Il secondo passaggio valuta l’influenza dell’ambiente intorno: scogli, sassi, sabbia (chuara o scura), piscina, prato, asfalto o altro? Il terzo elemento è il tipo di crema, a seconda dell’indice di protezione scelto (da niente a 50 e più).
A questo punto parte il calcolo del tempo ottimale, accompagnato cammin facendo da una serie di consigli, che ovviamente non sostituiscono quelli del medico né sono adatti ai bambini. Risultato: al tirar delle somme è consigliabile che tu resti al sole non più di tot ore e tot minuti. «Ecco – avverte Emilio Simeone, il fisico che guida l’azienda aerospaziale livornese dalla cui costola è nata la app – che parte il conto alla rovescia, aggiornata di volta in volta se passa una nuvola o se per qualche motivo il solleone si fa più intenso: cioè non è un timer ma un dosimetro intelligente. Del resto, la clessidra nel lgo dice proprio questo: ben venga l’abbronzatura ma con la giusta misura».
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