Il Tirreno

Livorno

Happysun, la app livornese per abbronzarsi senza rischi

Mauro Zucchelli
Happysun, la app livornese per abbronzarsi senza rischi

Livorno, lo smartphone diventa un sensore di raggi ultravioletti grazie al Gps e a un sistema di satelliti. Nei giorni del solleone record il debutto della novità realizzata da un’azienda aerospaziale di Marilia

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LIVORNO. Nei giorni del solleone – con la colonnina del mercurio sempre sopra i 30 gradi e l’afa a livelli choc – arriva la presentazione la app che rappresenta il primo sistema di controllo satellitare della esposizione al sole. L’ha sviluppata l’azienda aerospaziale livornese Flyby srl: “Happysun” fa dello smartphone un sensore di raggi ultravioletti per evitare di scottarsi al sole. Nella sfida internazionale high tech in questo campo si differenza dai sistemi americani e francesi, lanciati sul mercato globale quest’estate, perché non ha bisogno di alcun sensore esterno da indossare e da orientare al sole: la radiazione solare in arrivo sulla tua pelle la misura con un occhio dall’alto, cioè dal satellite.

Si può scaricare sul sito www.happysun. it: la app "Happysun" fa del vostro smartphone un terminale mobile che calcola momento per momento quanta tintarella state prendendo e se la dose è giusta per la vostra pelle. Beninteso, non con una stima teorica bensì calcolando quanti raggi ultravioletti vi raggiungono grazie al collegamento con un sistema di satelliti e al Gps, individua quanto sole (e quante nuvole) ci sono nel punto esatto in cui siete.

È il primo tassello del puzzle che nel segno della foto-protezione serve a prendere tutto il meglio del solleone: abbronzarsi in sicurezza senza dove temere conseguenze sulla pelle, né in termini di rischio di patologie come i melanomi né dal punto di vista del deterioramento estetico che magari si vedrà fra qualche anno. La app personalizza la valutazione chiedendo al possessore dello smartphone un identikit come fototipo: lo fa attraverso una serie di domande semplici (gradazione del colore di occhi, pelle e capelli, la presenza di lentiggini, frequenza di scottature e via dicendo). Il secondo passaggio valuta l’influenza dell’ambiente intorno: scogli, sassi, sabbia (chuara o scura), piscina, prato, asfalto o altro? Il terzo elemento è il tipo di crema, a seconda dell’indice di protezione scelto (da niente a 50 e più).

A questo punto parte il calcolo del tempo ottimale, accompagnato cammin facendo da una serie di consigli, che ovviamente non sostituiscono quelli del medico né sono adatti ai bambini. Risultato: al tirar delle somme è consigliabile che tu resti al sole non più di tot ore e tot minuti. «Ecco – avverte Emilio Simeone, il fisico che guida l’azienda aerospaziale livornese dalla cui costola è nata la app – che parte il conto alla rovescia, aggiornata di volta in volta se passa una nuvola o se per qualche motivo il solleone si fa più intenso: cioè non è un timer ma un dosimetro intelligente. Del resto, la clessidra nel lgo dice proprio questo: ben venga l’abbronzatura ma con la giusta misura».

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