Sicurezza
Appalti Eni, in cento rischiano il posto
L’ultimatum del coordinamento sindacale: o l’azienda dà l’ok a un incontro o siamo pronti a fermare gli impianti
LIVORNO. Cento addetti rischiano di ritrovarsi a spasso dopo che tre ditte storiche nel gruppo di appalti meccanici ed elettrostrumentali –la Sms Elettrica, la Cestao Elettrica e la Omi – hanno perso il lavoro nello stabilimento Eni di Stagno. A lanciare l'allarme sono i sindacati del coordinamento appalti della raffineria, sottolineandoi che l'annuncio è arrivato «solo adesso che l'amministratore delegato del "cane a sei zampe" Claudio Descalzi ha fatto la sua parata in raffineria». Sms Elettrica ha più di quaranta dipendenti, quasi altrettanti ne ha la Cestaro Elettrica mentre Omi ne ha una trentina: tutte e tre hanno perso l'appalto e «entro il 15 luglio dovranno essere avvicendate dalle vincitrici».
Non è la prima volta che si registrano tensioni su questo fronte: già nelle scorse settimane non erano mancate proteste e presidi.
Secondo quanto riferisce il coordinamento sindacale appalti, ad aggiudicarsi il lavoro sarebbero imprese rispettivamente di Matera e Gela: pare che l'abbiano ottenuto «con sconti rilevantissimi, voci non verificate parlano di sconti di oltre il 30%».
I sindacati non ci sta a vedere pagare dai lavoratori «il prezzo di un tale ribasso»: si tratta di un prezzo che «rischia di lasciare morti sul campo e un forte arretramento delle condizioni di vita dei lavoratori». E aggiungono: «Non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro e non abbiamo altre risorse in busta paga da tagliare».
E se le aziende non rispondono? I sindacati minacciano di fermare gli impianti: si dicono pronti a farlo qualora non arrivassero «risposte soddisfacenti in tempi strettissimi: ci vedremo costretti ad avviare una estenuante e lunga lotta di sopravvivenza».
Dal fronte sindacale si chiede a Eni «un tavolo con le nuove ditte per discutere della ricollocazione dei 100 lavoratori oggi in bilico»: i rappresentanti dei lavoratori invitano a l'Eni a promuovere un incontro per «salvaguardare quei 100 lavoratori». Il coordinamento appalti va all’attacco: «Non accetteremo di aprire nessuna procedura con le ditte che hanno perso l'appalto fino a che non otterremo un confronto con gli aggiudicatari».
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