Il Tirreno

Livorno

Addio Massimo, padre e operaio Trw

di Maria Teresa Giannoni

Massimo Romiti, 45 anni, si è spento per una malattia Oggi pomeriggio alle 17 i funerali alla camera mortuaria

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LIVORNO. Un ragazzone alto e biondo, avrebbe compiuto 45 anni tra qualche giorno. E fino all'ultimo ha lottato contro la malattia. Massimo Romiti era un ex dipendente della Trw, è stato in prima linea in tutte le battaglie per salvare la sua azienda. Non ha mai mancato una manifestazione, sempre in piazza con i compagni, ha partecipato anche alla marcia a Campo Darby quando era già malato e faceva la chemioterapia.

Massimo era pieno di amici, era allegro, generoso, pieno di forza e sempre pronto a dedicarsi agli altri. Tanto è vero che era un donatore di sangue ed era fortemente impegnato come vicepresidente dell'Avis all'interno della sua fabbrica. Tifosissimo del Livorno ha sempre partecipato a tutte le trasferte, non mancava mai una partita allo stadio, ovviamente in curva Nord.

I suoi figli però, Filippo di 9 anni e Tommaso di 6 li ha sempre lasciati liberi di praticare lo sport che preferivano e infatti fanno pugilato alla Fortitude.

Un lungo calvario quello di Massimo Romiti, che abitava con la famiglia in via Micheli, cominciato circa un anno fa e conclusosi domenica sera nel reparto di Cure Palliative dell'ospedale di Livorno. Racconta la moglie Tiziana. Ma non c'è stato il tempo.

La moglie, Tiziana Fornaciari, 43 anni, lavora all'Ipercoop e spiega come il viaggio alla ricerca di una cura abbia portato lei e il suo Massimo fino a girare gli ospedali di Verona, di Milano, di Modena, di Pisa.

Una prova durissima per la famiglia e per lo stesso Tommaso che a fine maggio aveva perso il padre, anche lui ucciso da un tumore. Solo due giorni dopo il giovane aveva dovuto ricoverarsi in ospedale di Cisanello a Pisa.

«Abbiamo ricevuto molto aiuto - continua la moglie - da parte della psicologa del circolo didattico che frequentano i miei bambini, il circolo Carlo Bini, e da quella del reparto Cure Palliative. Ho spiegato alle maestre il nostro problema e mi sono raccomandata di segnalarmi qualche eventuale cambiamento nel comportamento dei bambini. È stato allora che mi è stato suggerito l'intervento della psicologa, naturalmente i miei figli l'hanno vista semplicemente come una maestra speciale. Il sostegno delle psicologhe mi ha aperto la strada per spiegare ai bambini la malattia del loro babbo. È stata durissima, ma almeno questo peso non l'ho avuto interamente sulle mie spalle».

I funerali per l’ultimo saluto a Massimo si terranno questo pomeriggio alle 17 e partiranno dalla camera mortuaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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