Gioco
Accordo, la Cgil non vuol stare alla finestra
«Siamo stufi di essere invitati a parlare in commissione, vogliamo contare davvero»
LIVORNO. «Nell’Accordo di programma c’è scritto che nel tavolo di regia ci devono essere anche i sindacati: è inutile inneggiare alla democrazia greca, se poi non si ascolta chi rappresenta i lavoratori». È un messaggio forte quello lanciato dalla Cgil, in particolare dallo staff operativo sull’Accordo. Sotto accusa finiscono i vari enti che hanno firmato gli accordi per rilanciare l’area livornese: la giunta Nogarin, ma anche il sindaco di Colle Lorenzo Bacci, il presidente della Provincia Alessandro Franchi e il governatore Enrico Rossi.
«Siamo stufi di essere invitati a parlare solo nelle commissioni: stop alle parole, servono i fatti», tuona Simone Angella (Filt): «Vogliamo monitorare la realizzazione dell’Accordo, stare ai tavoli e firmare i documenti anche noi».
Insomma, una richiesta esplicita. Dalla sede di via Ciardi ricordano di avere avanzato proposte concrete sul problema dell’occupazione, senza però ricevere risposta: ad esempio i tirocini di formazione. Ma – dice Fabrizio Zannotti (Filctem) – ma abbiamo anche progetti cantierabili che potrebbero dare 500 posti di lavoro: riguardano Masol, lavanderie industriali e Styron».
Per Monica Cavallini (Filcams) è importante ricordare che «l’Accordo di programma non è solo porto: ci sono anche settori complementari come turismo e commercio». Poi invita a porre attenzione sulla questione degli appalti: «Chiediamo che siano rispettati i diritti dei lavoratori, occorre fare attenzione ai bandi di gara. Avevamo inviato al Comune – prosegue con tono polemico – un protocollo sulla salvaguardia occupazionale: anche qui risposte zero».
Secondo Angella bisogna «premiare quelle imprese che assumono sul territorio e sul bando regionale per i lavori di pubblica utilità bisogna che i comuni lavorino più velocemente nella stesura dei progetti». Non solo, alle amministrazioni viene richiesta più attenzione sulla fiscalità, cercando di stipulare con i sindacati dei protocolli in cui siano previsti aiuti per le persone in difficoltà, magari in base al reddito.
Le preoccupazioni della confederazione sindacale, però, riguardano anche la nuova indennità di disoccupazione (Naspi): un migliaio di persone su scala provinciale.
Viene ricordato l’ultimo caso dei lavoratori di People Care, senza però dimenticare anche quelli delle Ceramiche industriali, della Delphi, della Trw e della Mtm. «Dicono che le prime erogazioni dovrebbero partire da fine luglio, – dice Zannotti – lo verificheremo: altrimenti potremmo pensare anche a mobilitazioni».
«La campagna elettorale è finita e qui manca ancora un tavolo di regia», dicono amareggiati in casa Cgil: «Se non ci ascoltano faremo quello che ci riesce tanto bene: portare i lavoratori in piazza. È ora di dare gambe agli accordi».
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