Italia
Muore a 45 anni ex dipendente della Trw
Livorno, Massimo Romiti si è spento dopo una lunga malattia nel reparto di Cure Palliative, lascia la moglie e due figli. Martedì 7 luglio alle i funerali
LIVORNO. Un ragazzone alto e biondo, avrebbe compiuto 45 anni tra qualche giorno. E fino all’ultimo ha lottato contro la malattia. Massimo Romiti era un ex dipendente della Trw, è stato in prima linea in tutte le battaglie per salvare la sua azienda. Non ha mai mancato una manifestazione, sempre in piazza con i compagni, ha partecipato anche alla marcia a Campo Darby quando era già malato e faceva la chemioterapia.
Massimo era pieno di amici, era allegro, generoso, pieno di forza e sempre pronto a dedicarsi agli altri. Tanto è vero che era un donatore di sangue ed era fortemente impegnato come vicepresidente dell’Avis all’interno della sua fabbrica. Tifosissimo del Livorno ha sempre partecipato a tutte le trasferte, non mancava mai una partita allo stadio, ovviamente in curva Nord. I suoi figli però, Filippo di 9 anni e Tommaso di 6 li ha sempre lasciati liberi di praticare lo sport che preferivano e infatti fanno pugilato alla Fortitude.
Un lungo calvario quello di Massimo Romiti, che abitava con la famiglia in via Micheli, cominciato circa un anno fa e conclusosi intorno alle 22 di domenica 5 luglio nel reparto di Cure Palliative dell’ospedale di Livorno. "Non aveva mai perso la fiducia, ora aspettava una cura sperimentale che sarebbe dovuta arrivare tra pochi giorni dall’ospedale di Siena", racconta la moglie Tiziana. Ma non c’è stato il tempo. La moglie, Tiziana Fornaciari, 43 anni, lavora all’Ipercoop e spiega come il viaggio alla ricerca di una cura abbia portato lei e il suo Massimo fino a girare gli ospedali di Verona, di Milano, di Modena, di Pisa. <Non ha mai smesso di fare progetti per noi e per i nostri figli – dice Tiziana – non si è mai arreso. Solo poco tempo fa ha voluto imbiancare tutta la casa".
Una prova durissima per la famiglia e per lo stesso Tommaso che a fine maggio aveva perso il padre, anche lui ucciso da un tumore. Solo due giorni dopo il giovane aveva dovuto ricoverarsi in ospedale a Cisanello. "Abbiamo ricevuto molto aiuto – continua la moglie – da parte della psicologa del circolo didattico che frequentano i miei bambini, il circolo Carlo Bini, e da quella del reparto Cure Palliative. Ho spiegato alle maestre il nostro problema e mi sono raccomandata di segnalarmi qualche eventuale cambiamento nel comportamento dei bambini. E’ stato allora che mi è stato suggerito l’intervento della psicologa, naturalmente i miei figli l’hanno vista semplicemente come una maestra speciale. Il sostegno delle psicologhe mi ha aperto la strada per spiegare ai bambini la malattia del loro babbo. È stata durissima, ma almeno questo peso non l’ho avuto interamente sulle mie spalle". I funerali si terrano martedì 7 luglio alle 17 e partirannoi dalla camera mortuaria.
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