Gioco
San Benedetto, le prime trenta candeline
Sabato la festa con il ritorno in piazza Venti Settembre: dal 1985 l’impegno sul fronte caldo del sociale
LIVORNO. Sono cambiate molte cose dal 1985, anno in cui nasce in una piccola stanza dell’omonima parrocchia la Cooperativa San Benedetto. «La collaborazione generosa dei parrocchiani e di tutta la gente del quartiere – raccontano i protagonisti di quella stagione – fanno della Cooperativa prima e dell’Associazione in seguito, un’esperienza unica relativa al recupero dei giovani afflitti dal problema della tossicodipendenza. Ciascuno infatti diventa partecipe della riabilitazione dei propri concittadini e la parola solidarietà assume un senso di concretezza che si manifesta nelle piccole e grandi sfide che abbiamo sempre affrontato».
Ricordando le feste in piazza Venti Settembre, ecco che gli ex ragazzi di allora mettono in cartellone l’idea di festeggiare i primi trent’anni. «Lo facciamo – spiegano – con un ritorno alle origini, nella “nostra” piazza Venti Ssettembre». Appuntamento l’11 luglio per la festa di San Benedetto: si inizia, per chi vorrà con la messa delle ore 18 concelebrata da Don Edoardo Medori. Poi la serata prosegue con questo programma: alle 19 l’inaugurazione festa con la presentazione del fascicolo “Appunti di viaggio”; alle 19.30 lo spettacolo di Bolle giganti; alle 20 la cena “animata” da gag di antichi mestieri delle livornesi con personaggi in vernacolo della Compagnia di Nuterini e la musica con gli Harmony Flowers; alle 22 lo spettacolo musicale con Helter Shelter cover band acustica dei Beatles
I promotori sottolineano che, in mezzo agli alti e bassi, si nè tenuto fede al progetto di accoglienza. «E soprattutto – aggiungono – siamo rimasti una realtà svincolata e libera dalle diverse ideologie e nonostante le nostre origini, delle quali siamo orgogliosi, la San Benedetto è oggi una realtà laica e aperta a tutti coloro che necessitano dei suoi servizi».
Dal 2002 l’Associazione San Benedetto si è specializzata anche nelle patologie correlate al gioco d’azzardo e per prima ha studiato un percorso di riabilitazione semiresidenziale insieme ad alcune figure professionali del Ser.T. di Livorno che funziona dal 2005.
Dal giugno del 2014, interpellati da altre realtà cittadine che si occupano del sociale, abbiamo messo in piedi una mensa per cittadini stranieri richiedenti asilo. Sono attualmente 220 le persone accolte nella struttura.
Un capitolo a parte meriterebbe il volontariato. «Non è un servizio stabile, ma è una parte importante nella realizzazione di questi ultimo: a volte “latita”, ma nei momenti fondamentali della nostra esistenza eccolo che riappare, ci sostiene, ci incoraggia ed anche in questa ultima esperienza è stato fondamentale per l’avvio di un nuovo servizio, che da quando è nato ha creato 6 posti di lavoro di cui 5 per italiani e una per una cittadina straniera, e ha permesso inoltre di attivare 2 tirocini lavorativi . Circa 400 e più contatti quotidiani, una quantità enorme di necessità che condividiamo ogni giorno con una rete di altre associazioni e istituzioni».
Tante sono le persone sole ed emarginate, a vario titolo nel nostro territorio, «e noi – dicono dalla San Benedetto – tentiamo tutti i giorni di dare qualche risposta. Lottiamo ogni giorno contro indifferenza, qualunquismo, populismo e rassegnazione. Talvolta possiamo sbagliare, ma non ci stanchiamo d’esser protagonisti della vita della nostra città».
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