Il Tirreno

Livorno

IL COMMISSARIO DEL PORTO PIOMBINESE

Riforma, ora Guerrieri tira un sospiro di sollievo

PIOMBINO. «Apparentemente sembra che siamo arrivati, e in effetti abbiamo fatto molto qui sul porto. Ma c’è ancora molto da fare». Luciano Guerrieri, “eterno” commissario straordinario (è al suo...

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PIOMBINO. «Apparentemente sembra che siamo arrivati, e in effetti abbiamo fatto molto qui sul porto. Ma c’è ancora molto da fare». Luciano Guerrieri, “eterno” commissario straordinario (è al suo terzo mandato dopo quello da presidente dell’Autorità portuale), tira un bel sospiro di sollievo all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del piano preliminare strategico dei porti.

Un provvedimento accompagnato - anche se per ora informalmente - dalla previsione che l’accorpamento sarà tra Piombino e Livorno, e non anche con Civitavecchia.

«Ora - dice Guerrieri - la conduzione del nuovo modello deve essere tale da determinare equilibrio e una corretta interpretazione delle potenzialità e delle vocazioni dei due scali. La sinergia non deve penalizzare le opportunità del singolo porto».

Questo sarà il compito del nuovo presidente. Come funzionerà la catena gerarchica?

«Il presidente dovrà rappresentare entrambi i porti e nominarne i direttori generali. A sua volta il presidente verrà nominato dal ministro, di concerto o d’intesa col presidente della Regione. Il meccanismo sarà rovesciato rispetto a ora, anche le terne non hanno più valore. Magari potranno essere utili per un’indicazione generale, ma il ministro può tranquillamente andare oltre».

Veniamo al porto. A che punto sono i lavori?

«Dico cosa stiamo facendo in questi giorni. Abbiamo affidato alle ditte tutte le opere complementari, cavidotti, infrastrutture di sottobanchina, illuminazione eccetera in base alle attività che si insedieranno. Abbiamo concordato con chi ha fatto domanda di concessione, San Giorgio del porto, Neri, Saipem. Entro fine anno finiremo, poi loro provvederanno a completare in base alle loro esigenze. Ecco perché dico che entro giugno 2016 può arrivare la prima nave da costruire o da demolire. Il lavoro grande è praticamente terminato. Ora ci restano altri tre progetti da chiudere».

Quali sono?

«Intanto il prolungamento del molo foraneo sovraflutto, altri 430 metri, per gli accosti delle navi da crociera. Il costo è di 21,5 milioni, con il ribasso siamo scesi a 16,5 milioni. Poi abbiamo terminato gli studi geologici e il progetto definitivo per la strada, lo svincolo dalle nuove aree portuali fino al Gagno, entro metà agosto metteremo a gara anche questo. Anche qui, il costo è di 16,5 milioni. Ad agosto vogliamo mettere a gara anche la trasformazione di trecento metri di scogliera che chiudeva il piazzalone, quello alla Chiusa. Il tratto fronte mare che unisce il piazzale alle vecchie vasche di colmata diventerà una banchina vera e propria. E completeremo il dragaggio sulla darsena verso la banchina di riva, per il momento a 18 metri. Ne ricaveremo 700mila metri cubi di materiale per finire di riempire anche quella parte».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web