Gioco
Quando la stazione ferroviaria non è a misura di viaggiatore
Indicazioni che mancano, servizi che non funzionano e attese agli sportelli: quasi una odissea E alla fine succede che gli stranieri in vacanza rinuncino anche a una breve visita alla nostra città
LIVORNO. Cappelli di paglia in testa, occhiali da sole, l’aria un po’ smarrita, gli zaini carichi sulle spalle, i turisti si riconoscono quasi subito fuori e dentro la stazione di Livorno. Ed è proprio la stazione ferroviaria uno dei primi biglietti da visita di una città che, come la nostra, vuol puntare sul turismo.
Michelle Boltan, due passeggini e quattro valigie, ha appena finito di salire le scale del sottopassaggio: «Sono un po’ stanca, l’ascensore non funziona e ho appena finito di fare le scale, – dice quasi scusandosi – mio marito è appena andato a fare il biglietto per il centro». Il marito di Michelle voleva comprare il biglietto per il bus alla macchinetta automatica che distribuisce quelli del treno, solo dopo un po’ ha capito che doveva recarsi all’edicola o al tabaccaio.
«Le indicazioni non sono molto chiare, la maggioranza dei cartelli sono in italiano e quelli che ci sono sono seminascosti o sopra le vetrine», continua Mike: «Ho avuto qualche difficoltà, ma adesso andrà meglio».
A quanto pare, comprare un biglietto del treno sembra una delle imprese più ardue per un gruppo di irlandesi che si affolla davanti alla biglietteria automatica per capire come fare. «Il procedimento è semplice ad essere onesti, solo dice che non ha il resto e che dobbiamo pagare con la carta di credito, forse è meglio se ci rivolgiamo alla biglietteria», spiega Braiden Mescall: «Siamo appena scesi da un treno da Pisa perché era senza aria condizionata e con questo caldo pensavamo di svenire, per fortuna ci sono il bar e il distributore automatico dell’acqua».
In uno dei giorni più caldi dell’estate, alle tre del pomeriggio, la fila davanti alle biglietterie richiede almeno 20 minuti di attesa. «Io ormai so come funziona ed è per questo che preferisco comprare i biglietti online», dice Simone Baroni, il ballerino livornese protagonista di questa stagione di Amici di Maria De Filippi, alla stazione con un gruppo di amiche: «Il rischio è di trovare le biglietterie automatiche non funzionanti, la fila allo sportello e magari perdere il treno, quindi meglio fare tutto sul web».
Intanto i posti a sedere sono tutti occupati e c’è chi è costretto a sedersi per terra. «Noi siamo ferme da quasi due ore», dicono Meltem e Melike Sdgutcepinar, due sorelle turche in viaggio in Italia. «Ci sarebbe piaciuto fare un giro in centro nell’attesa ma non c’è un deposito bagagli e portarli dietro con questo caldo sarebbe troppo faticoso».
Il deposito bagagli è uno dei servizi che mancano alla stazione di Livorno ed anche uno dei più richiesti. «Spesso i turisti ci chiedono se possono lasciare da noi la valigia, avverte Emanuele Camersi dell’edicola della stazione: «Ci dispiace dire di no, ma non possiamo fare diversamente, così le persone restano qui in stazione».
«E’ un peccato vedere così questa stazione che ha una bellissima architettura, ma sembra di stare negli anni 50», dice Alberto Zolezzi: «Viaggio spesso per lavoro e spesso mi fermo per qualche ora in attesa del cambio, non c’è una linea wi-fi libera per il pc, la parafarmacia è sempre chiusa, i tabelloni spesso non funzionano e i turisti vagano cercando indicazioni».
L’assenza di indicazioni efficienti è uno temi caldi per i fruitori abituali dei servizi della stazione. «Ormai prendo spesso il treno da Napoli a Livorno – dice Francesco Nappo insieme alla moglie – eppure l’unico bagno utilizzato è quello del bar, non ho mai capito dove fossero quelli pubblici».
I bagni pubblici della stazione sono stati appena ristrutturati e inaugurati due giorni fa, ma non c’è alcuna indicazione dall’atrio che spieghi come raggiungerli. Puliti e ben tenuti, presentano un piccolo problema: il pulsante per aprire le porte automatiche dall’interno non è segnalato, è distante dall’uscita e vicino ad una porta riservata al personale, grigio e largo sembra uno di quelli per accendere la luce.
«Sono due giorni che le persone restano chiuse nel bagno e non sanno come fare a uscire, non si capisce che c’è un pulsante – afferma Cristina Barsotti, addetta alla pulizia del locale – dovrebbero metterci un cartello, perché potrebbe benissimo prendere una crisi di panico».
A breve inaugurerà all’interno della stazione una sala scommesse. «Ognuno fa le scelte, noi con ironia chiediamo a ladri e piccioni di restare fuori», sottolineano Davide e Massimo di Cibiamo Station: «Il problema della sicurezza è sentito, i piccoli furti sono spesso opera di insospettabili ben vestiti prima che di indigenti».
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