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Crociere, la rivincita contro La Spezia

Crociere, la rivincita contro La Spezia

Riecco le “regine” della flotta Cunard a Livorno dopo i guai dello scalo ligure che non può contare sulla banchina militare

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LIVORNO. Stavolta non è La Spezia a soffiarci le navi da crociera sotto il naso bensì il contrario: la compagnia Cunard, quella della Queen Mary 2, ha deciso di spostare su Livorno la tappa inizialmente prevista per domani per la Queen Victoria.

La love boat non è neanche il più grande fra i “villaggi galleggianti” che fanno scalo nel nostro porto: è lungo 294 metri e ha a bordo duemila passggeri e un migliaio di membri dell’equipaggio. Andrà al Molo Italia, cioè al di fuori anche dell’area crociere allargata dal nuovo Prg portuale: in una domenica in cui all’accosto 46-47 dell’Alto Fondale farà tappa la Ventura della compagnia Carnival (in arrivo da Montecarlo e destinata a Civitavecchia) mentre all’accosto 42 andrà la Vision of The Seas, marchio Royal Caribbean.

E non è tutto. A quanto si è appreso, qualcosa del genere dovrebbe valere anche per altre “regine” della flotta Cunard: in agosto domenica 2 per la Queen Elizabeth e sette giorni più tardi per la Queen Victoria, in settembre domenica 13 di nuovo per la Queen Victoria.

Accade a parti invertite esattamente quel che era avvenuto nel 2013 dopo l’annata dei record: con il porto di Livorno che aveva manifestato a più riprese intoppi e guai nell’accogliere le love boat. Tempo pochi mesi ed ecco che le grandi compagnie emigrarono a La Spezia: di punto in bianco lo scalo spezzino, fino a quel momento pressoché trascurabile nella geografia del traffico crociere, era balzato agli occhi degli operatori come alternativa alle inefficienze del porto labronico, che dalla sera alla mattina scoprì quant’era illusorio credere di poter campare sulla rendita di posizione come unico porto crociere in grado di “vendere” la Toscana, destinazione al top dei top per i turisti a bordo delle love boat.

Ecco che lo “schiaffo” per il porto di La Spezia è arrivato proprio in quel 2015 che lo stato maggiore dello scalo ligure aveva immaginato come la stagione del clamoroso sorpasso se è vero che, facendo professione di ottimismo, aveva messo in preventivo 700mila vacanzieri in arrivo mentre Livorno ormai deve fare i conti con il fatto di essere sprofondato in due anni dal record di oltre un milione di croceristi al tonfo 2014 mica tanto al di sopra di quota 600mila.

Di fronte a un exploit che avesse fatto balzare La Spezia a 700mila croceristi, non sarebbe stata sufficiente neanche la previsione di una crescita di dieci punti percentuali che avrebbe portato Livorno a invertire finalmente la spiacevole tendenza al flop degli ultimi due anni: Livorno, nelle previsioni della stessa Authority labronica, dovrebbe attestarsi in effetti a fine 2015 attorno ai 680mila croceristi.

Secondo quanto riferisce il sito specializzato Ship2Shore, il problema del porto di La Spezia sta nel fatto che l’espansione dell’offerta era basata sul fatto che una parte delle navi da crociera trovava spazio nella banchina della Marina militare. È un aspetto che ha sempre suscitato la rabbia del quartier generale della Porto 2000 livornese: basti ricordare la guerra a colpi di lettere e carte bollate con cui Livorno aveva cercato di sbarrare il passo a questo tipo di concorrenza sui generis.

Come mai le autorità della Difesa hanno fatto dietrofront? Il sito genovese lo imputa al giro di vite che è stato dato alle procedute anti-terrorismo riguardo alle principali strutture militari presenti nel nostro Paese dopo gli attentati di matrice islamista che hanno insanguinato sia l’Europa (in Francia) che il Mediterraneo (soprattutto la Tunisia).

Inutile dire che l’irrigidimento dei protocolli di controllo degli accessi così come degli sbarchi e imbarchi hanno di fatto ostacolato l’operatività su quella banchina militare in modo che alla fine l’ha resa pressoché inservibile per i traffici delle navi da crociera. Proprio la mancanza di certezza dell’accosto era stata la problematica numero uno che aveva portato i grandi operatori a girare le spalle a Livorno, figurarsi cosa può accadere di fronte al rischio di vedere i propri passeggeri costretti a sbarcare non su una brutta banchina merci ma addirittura su battelli che fanno la spola con la nave ferma in rada...

Mauro Zucchelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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