Il Tirreno

Livorno

Compagnia, passano Dalli, Boccone e Piccini

di Mauro Zucchelli
Compagnia, passano Dalli, Boccone e Piccini

Il ballottaggio taglia fuori Fulvio Romeo Franchini e premia un ex consigliere e un esponente della famiglia Piccini. Enzo Raugei subito confermato presidente

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LIVORNO. Saranno Marco Dalli, Riccardo Boccone e Stefano Piccini ad affiancare Enzo Raugei al timone della Compagnia portuale. Lo ha stabilito il voto bis per il rinnovo del consiglio: l’ordine di arrivo è lo stesso del primo round che aveva visto, da un lato, la conferma del presidente Enzo Raugei con un mezzo plebiscito (71,1%) e, dall’altro, aveva trovato al quinto posto, cioè al di fuori delle quattro posizioni utili per l’ingresso nella “stanza dei bottoni” il consigliere uscente Fulvio Romeo Franchini (mentre il numero due Marco Dalli aveva mancato l’elezione al primo per appena quattro voti).

Dalli e Franchini hanno grossomodo ripreso i consensi che aveva ottenuto nella votazione di lunedì e martedì scorsi: il primo scendendo da 146 a 145, il secondo aumentando da 79 a 86. Ma se per Dalli è stato il viatico più che sufficiente per classificarsi al primo posto nel ballottaggio e dunque staccare il biglietto per confermarsi nel team di vertice, per Franchini invece non sono stati abbastanza neanche per evitare di farsi sorpassare da Flavio Mattei (che ha raddoppiato le preferenze balzando da 42 voti a 93).

È solo una curiosità perché a fare davvero il pieno di voti sono stati Riccardo Boccone (con 140 schede, ne aveva ottenuti 93 nella prima votazione) e Stefano Piccini (con 126 preferenze, ne aveva incassate 90). Entrano tutti e due nel consiglio della Compagnia che nei giorni scorsi era stato allargato da tre a quattro in virtù del 63% ottenuto nell’assemblea dei lavoratori dalla proposta del consiglio uscente.

Per Boccone si tratta di un ritorno: era stato nel consiglio in anni passati, poi aveva fatto un passo indietro quando dal consiglio d’amministrazione Tdt era passato ad affrontare una patata bollente come il Reefer.

Stefano Piccini invece è al debutto in consiglio: il cognome che porta non è una omonimia. Stiamo parlando del cugino di Roberto, che in continuità con il padre Italo ha fatto sì che la famiglia Piccini abbia guidato la Compagnia per quasi mezzo secolo.

Roberto Piccini è uscito di scena dal Palazzo di via San Giovanni quasi dieci anni fa, quando cioè è diventato presidente dell’Authority, dopo l’era Lenzi-Giuffrè (e ora è presidente onorario del Lucarelli Terminal). Difficile dire ora se si apre dunque ora una nuova fase con l’ascesa di un altro dei Piccini, fatto sta che Stefano, lavoratore operativo del settore traffico di auto nuove, ha dimostrato – non solo in questo doppio round elettorale ma anche in quello di tre anni fa – di poter contare su una robusta dote di consensi.

Nel quartier generale dei portuali progettato dall’architetto Salghetti Drioli, lo stesso dell’espansione del santuario di Montenero, sono ancora calde le urne quando si riunisce il consiglio appena uscito dalle schede dei 296 votanti: praticamente lo stesso numero della prima votazione, con una affluenza decisamente alta (76%). Nella primissima seduta salta fuori il nome del presidente: nessuna sorpresa, è in discesa la riconferma di Enzo Raugei, che da otto anni è il numero uno della Compagnia. Anche per il vice non ci sono terremoti: confermato Marco Dalli, che da aprile è anche il presidente della Cilp, la società in cui ora i portuali sono alleati al 50% con i big dell’imprenditoria privata rappresentati da Piero Neri e da Luigi Negri.

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