Gioco
BL contro la Giunta: «Si è scordata la sanità»
LIVORNO. Quale futuro per l’Ospedale e sanità livornese? A pochi giorni dalla riforma Rossi che prevede il commissariamento delle Asl, Buongiorno Livorno gira la domanda al sindaco Nogarin e scuote...
LIVORNO. Quale futuro per l’Ospedale e sanità livornese? A pochi giorni dalla riforma Rossi che prevede il commissariamento delle Asl, Buongiorno Livorno gira la domanda al sindaco Nogarin e scuote la poltrona dell’assessore Dhimgjini.
«Giunta negligente e responsabile di una situazione di emergenza» accusa il presidente Stefano Romboli: «In campagna elettorale i 5 Stelle hanno fatto solo proclami, è ora di passare ai fatti. Fermo restando il no alla realizzazione del nuovo ospedale a Montenero, alla struttura di viale Alfieri si devono fare dei cambiamenti».
Continua il consigliere Marco Bruciati: «In un anno la Giunta ha dedicato alla sanità solo tre commissioni, quindi o l’argomento non è più al centro dell’agenda politica della Maggioranza, o la delega va tolta all’assessore Dhimgjini. Non vogliamo un rimpasto ma una soluzione al problema; se Nogarin sta trattando con la Regione ben venga, ma elabori un piano progettuale con il Consiglio».
L’appello di Silvia Giuntinelli, referente dell’intergruppo di scopo sanità: «L’accorpamento porterà il caos, occorre fare fronte comune per non subire la riforma e riportare la sanità al centro della discussione».
Ecco in sintesi i cinque punti del documento di Buongiorno Livorno con le richieste all’Amministrazione. Piano Attuativo Locale (PAL). È lo strumento che mette insieme la politica regionale con quella territoriale. L’ultimo redatto a Livorno risale al 2001, è tempo di farne uno nuovo con la partecipazione degli operatori del settore e dei cittadini.
Presidio ospedaliero. Troppi pochi posti letto e un padiglione nuovo chiuso dalla burocrazia. Gli ex- magazzini Pirelli, l’area del Gymnasium, e l’ex-ospedale militare, potrebbero essere destinati al comparto sanitario nel nuovo Piano Regolatore Generale.
Distretti territoriali. Per 160 mila assistiti non sono sufficienti i tre distretti funzionanti e il Poliambulatorio ma il piano di alienazioni del Comune non cambia. Occorre ripensare l’accessibilità e la distribuzione delle risorse sanitarie sul territorio.
Continuità assistenziale. Il Pronto Soccorso è carente, la riforma non prevede il medico a bordo delle ambulanze, la guardia medica è stata tagliata, e la Società della Salute ha fallito. Servono indicazioni per gli Aggregati Funzionali Territoriali e le altre realtà che possono alleggerire le liste di attesa dell’USL
Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). I cosiddetti “ghetti d’oro” per gli anziani sono inefficaci, inadeguati, e molto costosi. Prendiamo esempio da Lastra a Signa, struttura pubblica che da anni funziona bene e costa poco.
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