Il Tirreno

Livorno

Morì a 20 anni mentre faceva sport, in appello assolti tutti i medici

di Federico Lazzotti
Luca Stefanini con la mamma Mina durante il compleanno dei 20 anni
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Luca Stefanini con la mamma Mina durante il compleanno dei 20 anni

Livorno, riformata la sentenza di primo grado nella quale era stato condannato il cardiologo. Ora niente risarcimento danni per la famiglia di Luca Stefanini che lo voleva devolvere alla ricerca

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LIVORNO. Nessun colpevole per la morte di Luca Stefanini, il ragazzo che amava lo sport e sorrideva alla vita, morto a 20 anni il primo febbraio del 2006, per colpa di una cardiopatia congenita, la stessa di Peirmario Morosini, mentre stava giocando a calcetto con gli amici.

Lo ha deciso venerdì 3 luglio il Tribunale della Corte d’Appello di Firenze che ha completamente ribaltato la sentenza di primo grado emessa nel maggio di due anni e per la quale era stato condannato a un anno di reclusione il medico Luca Paperini, 56 anni, il cardiologo dell’ospedale di Livorno che aveva visitato per due volte Luca Stefanini «senza prescrivergli - era la tesi del giudice Marina Cirese - ulteriori esami nonostante fosse a conoscenza dei sintomi dei quali il ragazzo soffriva».

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Ma soprattutto questa sentenza, che arriva ormai ha reato prescritto, spegne le speranza di risarcimento danni della famiglia che aveva promesso di donare quei soldi alla ricerca. «Il collegio - spiega l’avvocato Alessandro Zarra che rappresenta la famiglia del ragazzo - ha assolto il medico perché il fatto non sussiste. Questo significa che il medico non avrebbe avuto il dovere, dopo la visita, di prescrivere ulteriori accertamenti. In ogni caso aspetteremo novanta giorni per leggere le motivazioni della sentenza».

Dall’amarezza della parte civile, alla soddisfazione per il dottore assolto e per il suo legale. «La Corte d’Appello - sottolinea l’avvocato Paolo Bassano - ha finalmente fatto giustizia per il dottor Paperini, del quale fin dal primo momento abbiamo sempre sostenuto l’estraneità alla vicenda. Il mio cliente ha visitato il ragazzo un anno e mezzo prima del decesso. Successivamente Stefanini ha fatto visite sportive e un controllo al Cnr. Impossibile credere dovesse essere imputato a lui quel tragico decesso».

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