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Manutenzioni, operai e sindacati sul piede di guerra
STAGNO. Le gare di appalto per assegnare i contratti di manutenzione all'interno della raffineria Eni sono in via di conclusione, con l'apertura delle buste che contengono le offerte, e tra coloro...
STAGNO. Le gare di appalto per assegnare i contratti di manutenzione all'interno della raffineria Eni sono in via di conclusione, con l'apertura delle buste che contengono le offerte, e tra coloro che prestano la propria opera nelle diverse ditte appaltatrici che finora hanno svolto queste operazioni, in totale quasi 400 lavoratori, la preoccupazione è grande.
Come spiega un volantino diffuso dal coordinamento unitario dei sindacati delle ditte di appalto e come ha sottolineato David Romagnani, sindacalista della segreteria della Fiom Cgil che segue appunto le appaltanti dell'Eni, questa preoccupazione deriva dal fatto che le gare si stanno svolgendo in una situazione abbastanza difficile. Questo perché complice la crisi, in questo periodo le aziende chiedono in modo addirittura esplicito alle ditte appaltatrici dei forti sconti sui costi delle lavorazioni: «Ce lo hanno detto in modo informale alcune aziende che partecipano alle gare» - spiega il sindacalista. Inoltre, visto che il numero delle raffinerie si sta riducendo, la torta da spartire diventa sempre più piccola mentre aumentano coloro che sperano di averne una parte. «Così - sottolinea Romagnani - succede inevitabilmente che qualcuno cerca di ottenere in ogni modo l'appalto spingendo al massimo i ribassi».
Ed ecco che nasce la preoccupazione dei lavoratori, espressa in una serie di assemblee che si sono svolte nei diversi cantieri alle quali ha preso parte Umberto Mariani, coordinatore sindacale per le imprese appaltanti della Raffineria Eni. «Mariani ci ha riferito che i lavoratori hanno dei timori concreti - aggiunge Romagnani - legati al fatto che la ditta per cui hanno lavorato in tutti questi anni possa perdere l'appalto, o che per conservarlo, debba praticare dei prezzi talmente bassi che alla fine vedranno gli sconti praticati alla raffineria scaricati inevitabilmente sulle spalle di chi dovrà fare i lavori appaltati».
Quindi, come ha sottolineato il sindacalista Fiom, «ci si sta preparando al peggio», nel senso che possano verificarsi situazioni del genere. «Questo vorrebbe dire il rischio di perdere posti di lavoro, cosa che riguarda sia persone che abitano nel nostro territorio ma anche che vengono da fuori Livorno - spiega il sindacalista Fiom - ma anche la possibile perdita di professionalità, che significherebbe minore sicurezza ma anche minore produttività, oppure ancora il rischio di perdere le proprie condizioni salariali e di anzianità maturate in tanti anni di servizio». Tutte cose ribadite nel volantino distribuito ai lavoratori delle imprese coinvolte, dove in conclusione si sottolinea che «Nessuno si salva da solo e nessuno sarà lasciato solo».
«Questo vuol dire che sindacato e lavoratori sono pronti a dare battaglia per ogni singolo caso del genere che si dovesse verificare - conclude Romagnani - e sarà la battaglia di tutti».
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