Toscana
Fusti persi in mare, l’ultima perizia assolve di nuovo il capitano
Livorno, Depositato il documento dell’esperto: riguarda la presunta responsabilità del comandante per lo sversamento colposo in acqua di materiale inquinante
LIVORNO. Anche l’ultima perizia dà ragione al capitano dell’Eurocargo Venezia, Pietro Colotto, prospettando, per il prossimo primo di ottobre, giorno fissato per la sentenza, una ulteriore assoluzione per l’ultimo dei tre capi d’imputazione che riguardano il processo dei fusti tossici persi al largo dell’isola di Gorgona di 198 bidoni tossici, avvenuta il 17 dicembre 2011. Una indiscrezione che - se confermata da giudice - significherebbe un esito processuale senza reati e colpevoli.
Al centro di questo stralcio d’inchiesta, dopo l’assoluzione nel marzo scorso dei tre imputati per il reato di disastro ambientale e per il solo Colotto per il reato di pericolo, il presunto sversamento colpos in acqua di materiale inquinante da parte del comandante.
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Un reato che, anche in caso di condanna, prevede comunque una contravvenzione punita con una multa massima di 30.000 euro. «Siamo molto soddisfatti per le conclusioni alle quali è arrivato il perito - spiega l’avvocato Cesare Fumagalli, difensore di Colotto - ma ovviamente spetta la giudice l’ultima parola e noi la rispetteremo».
Andando nello specifico del documento depositata venerdì scorso in Tribunale dall’esperto nominato dal giudice, l’ingegner Alberto Benini, emerge l’a analisi sul comportamento del comandante del Venezia durante la navigazione tra Catania e Genova. E in particolare la condotta tenuta durante la burrasca, la scelta di non ripararsi e la successiva virata per evitare l’impatto con un’altra nave, manovra che ha innescato la perdita dei due carrelli dove erano stoccati 224 fusti. Secondo il perito, che ha analizzato in tre mesi rotte, condizioni meteo marine, ancoraggi ed effetti delle manovre, le scelte di navigazione del comandante sarebbero state correte.
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A cominciare dalla decisone di proseguire in direzione di Genova nonostante il vento di libeccio e il mare forza 10, fino alla scelta di effettuare una manovra di accostata per evitare la collisione con la motonave Cragside. Perché la forte rollata che ha poi causato la perdita del carico di 198 fusti tossici è giusitificabile per via di onde imprevedibili che hanno causato lo sbandamento fino a 36°.
Giovedì 2 luglio al giudice per l’udienza preliminare Antonio del Forno è stato il giorno dell’esame e del controesame da parte di pubblico ministero, avvocati difensori e parti civili del perito che in definitiva «esclude profili di colpa da parte del comandante».
In molti, già ieri, auspicavano di arrivare fino alla lettura di una sentenza (l’imputato sarà giudicato con rito abbreviato), ma a causa di altre udienze in agenda, il giudice ha rinviato la discussione al prossimo primo di ottobre.
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