Gioco
Distrutta ad Antignano la targa per le vittime delle Foibe
L’inaugurazione dello spazio risale al febbraio 2011. La denuncia di Marcella Amadio: «Un gesto infame che colpisce la memoria di migliaia di persone uccise»
LIVORNO. Quasi impossibile ipotizzare un cedimento naturale o un distacco dovuto alle intemperie. Il grande solco centrale lascia poco spazio alle interpretazioni: la targa dedicata ai martiri delle foibe, posizionata nel largo compreso tra via Capraia, via della Meloria e via Corridoni ad Antignano, è stata danneggiata a seguito di un probabile atto vandalico.
La scoperta è stata fatta pochi giorni fa da alcuni cittadini della zona, anche se non è dato sapere a quando risalga l'episodio. Proprio nel centro della targa rettangolare, che reca la scritta “Largo vittime delle foibe”, è comparsa un'ampia spaccatura: l'impressione è che qualcuno possa aver tirato contro l'elemento una pietra, o comunque che possa aver usato un altro oggetto volontariamente per frantumarlo.
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L'area verde alle spalle di via del Littorale era stata dedicata ai martiri delle foibe nel febbraio 2011, nel corso delle celebrazioni della giornata del ricordo. Da allora quello slargo commemora l'eccidio ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, avvenuto durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra. Alla cerimonia di intitolazione del 2011 erano presenti le autorità politiche e religiose, civili e militari, oltre ai membri dell'associazione Venezia Giulia e Dalmazia e l'allora consigliera comunale Marcella Amadio, che in quell'occasione ricordò la sua personale battaglia in Comune per dedicare uno spazio alle vittime delle foibe.
Ed è la stessa Amadio (ora presidente provinciale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale nonché componente della direzione nazionale) a denunciare oggi il danneggiamento della targa: «Sono stata contattata da alcuni cittadini e ho fatto un sopralluogo - racconta - Questo episodio non dà certo lustro alla città di Livorno. Ci sono voluti 10 anni - sottolinea Amadio - per ottenere un'intitolazione di un luogo ai martiri delle foibe. Per noi fu una grande soddisfazione, un segno che in questa città si riconosceva finalmente un pezzo di storia drammatica per il Paese. Anche se è bene ricordare che il palo e la targa furono realizzati a spese dell'associazione Venezia Giulia e Dalmazia».
Per Amadio il danneggiamento è «assolutamente volontario» e «un gesto deprecabile e vigliacco, compiuto da persone ignoranti e irrispettose della storia». «Colpire quella targa - aggiunge - significa bistrattare la memoria e la dignità di migliaia di persone uccise». La presidente provinciale di FdI-An chiede che stavolta a intervenire sia l'amministrazione comunale: «Un impegno di Nogarin e della giunta - conclude Amadio - sarebbe doveroso. La spesa da sostenere per ripristinare la targa sarebbe irrisoria, ma l'intervento del Comune darebbe un grande segno di civiltà».
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