Gioco
L'editoriale - Un progetto dal basso per la costa
La Regione Toscana ha da poco concluso il progetto della ciclovia lungo il fiume Arno e ha manifestato l’interesse a ripetere l’iniziativa lungo la costa
Cos’è oggi, turisticamente, la Toscana? Il luogo della Bellezza, il culto del buon vivere, scenari fra i più vari frequentati sì, eppure ancora da finir di scoprire. Spesso a tutta questa ricchezza manca un ordine, la capacità di rappresentarsi come un prodotto unico piuttosto che come la somma di tante diversità. Discorso difficile per la patria dei campanili, lo so bene. Le differenze sono una risorsa, ma c’è almeno un progetto, in ambito turistico, per il quale lo smembramento delle risorse e degli impegni è dannoso: la ciclabile del Tirreno. Un sogno.
Un sogno vero, che inizia a Nord, in provincia di Massa Carrara e termina a Grosseto. Se ne parla da anni e non se n’è mai fatto nulla. Ogni amministrazione comunale o provinciale ha agito per sé, costruendo tratti di pista che terminano nel nulla o che si innestano su altri pezzi che mal si raccordano. La Regione Toscana ha da poco concluso il progetto della ciclovia lungo il fiume Arno e ha manifestato l’interesse a ripetere l’iniziativa lungo la costa. Il presidente Enrico Rossi ha rammentato, a Pisa nell’ambito dell’incontro transfrontaliero Italia-Francia, che un buon progetto potrebbe ricevere il finanziamento. Orbene, eccoci qua, presidente.
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Cogliamo la sua disponibilità e la rilanciamo ai lettori e, più in generale a tutti i toscani: aiutateci a mettere insieme i pezzi di questo impegno. Raccontiamo ciò che è stato fatto e quel che manca, sottolineando che per un’area fortemente turistica come la costa una ciclovia non è soltanto uno spazio per gli amanti delle due ruote. È anche sviluppo economico, destagionalizzazione, valorizzazione e potenziamento dell’offerta legata a un turismo che rispetta l’ambiente.
Una ciclovia è molto più che un nastro d’asfalto lungo 300 chilometri. È la possibilità di creare lavoro in ambiti dalle grandi potenzialità, è l’incrocio proficuo di attività alberghiere e della ristorazione con l’arte e i concerti. Il Tirreno ci crede e ve lo racconterà a luglio e agosto. Poi, a settembre, tutti in sella, a pedalare.
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