Toscana
Oltre duemila gli incidenti e più della metà in scooter
Il trend annuale è in aumento: fra gli scontri mille sono con feriti, sei i mortali La strada più pericolosa è viale Italia. Guerra alla sosta: 683 verbali in due giorni
LIVORNO. Boom di incidenti in città. Un vero record, che pone Livorno ai massimi livelli nella classifica del numero di sinistri stradali, rispetto al numero di abitanti: il dato del 2015 sfiora quota duemila, per l’esattezza 1953.Una cifra molto elevata, anche se si paragona Livorno a città simili, come Cagliari o Ancona, dove gli incidenti sono meno frequenti. È quanto emerge dai dati dell’attività della polizia municipale, che oggi festeggia i suoi 270 anni dalla fondazione. L’appuntamento è fissato alle 10 nel parco di Villa Fabbricotti. A fare gli onori di casa, sarà il comandante Riccardo Pucciarelli, alla guida dei suoi 179 uomini. Presente anche il sindaco Filippo Nogarin, che interverrà dopo il discorso del comandante.
Ma torniamo agli incidenti, per sottolineare un altro aspetto molto rilevante: dei 1953 scontri totali, 1096 sono con feriti. E anche questo dato è in aumento (nel 2014 erano stati 955). Sono invece 115 gli incidenti in cui sono rimasti coinvolti pedoni e 142 quelli con minori. In diminuzioni gli incidenti mortali, pari a 6 (lo scorso anno erano stati 8 e nel 2013 invece 12).
La strada più pericolosa si conferma il viale Italia (112 scontri), seguita da viale Carducci (60) e via Firenze (51). È proprio per questo che l’attenzione della polizia municipale sul problema è massima. Ed ecco che sono stati aumentati i pattugliamenti - nonostante le difficoltà di organico, il Corpo infatti è sotto di trenta unità - e i controlli con l’autovelox.
Lotta senza freni anche alla sosta selvaggia. Solo nell’ultimo weekend gli agenti della polizia municipale hanno contestato 683 multe, un dato che viene fuori dalla somma dell’attività svolta dai vigili, solo sul lungomare, tra venerdì sera e domenica pomeriggio. Nella sola giornata di domenica sono stati 192 verbali contestati di pomeriggio e 70 di mattina, dalla Rotonda del Cantiere fino a Quercianella. L’ultima tendenza adottata dai livornesi è quella della sosta sui pratini del viale Italia. Decine le auto multate nell’area tra i bagni Fiume e la Vela. Per accedere alle aiuole, le vetture devono oltrepassare persino la pista ciclabile e calpestare il verde, travolgendo le pietre che lo delimitano. Ma questo non sembra impensierire più di tanto i livornesi in questione. La fascia oraria in cui questo genere di multe è più frequente è quella dell’aperitivo, quando sul mare si precipitano in tanti per una passeggiata o una bevuta prima della cena. È allora che gli automobilisti e anche gli scooteristi perdono ogni forma di remora, virando verso il parcheggio ribelle. Venerdì, nel tardo pomeriggio, all’arrivo della municipale, c’è stato un fuggi fuggi generale: 15 sanzioni, a cui se ne aggiungono sette fatte sabato. I controllo continueranno.
Ma se i record della sosta “creativa” sono sul mare, spostandosi in centro la situazione non migliora. Anzi. Negli ultimi giorni il caso più clamoroso è successo in via Mati, una stradina vicino via Roma. Lì lunedì mattina gli agenti della polizia municipale hanno fatto cinque sanzioni ad altrettante auto: di queste, una è stata rimossa. Altre due, invece, se la sono cavata per un soffio: i conducenti hanno dovuto solo pagare la multa, senza “aggancio”, perché sono arrivati in tempo per riprendere le vetture. Nella stessa via, ci ha pensato un’anziana a ringraziare i vigili per il servizio di rimozione reso: le vetture, in sosta una dopo l’altra, le ostruivano il passaggio e lei non sapeva come proseguire il suo cammino verso il negozio, stava andando a fare la spesa.
Ma i problemi più grandi in centro sono dei disabili che, a causa della totale mancanza di scrupoli di certi automobilisti nel parcheggiare, sono costretti a fare delle gimkane assurde, scendendo dai marciapiedi. In tanti si sono rivolti e si rivolgono quotidianamente alla polizia municipale non solo con esposti scritti, ma anche semplicemente fermando gli agenti per strada, per segnalare i vari problemi.
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