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Bacini: no alla delibera di iniziativa popolare M5S: ma l’idea è giusta
Tavolo sul lavoro: Cannito e Raspanti contro l’assessore Scuse di Sarais, poi il clima torna subito incandescente
LIVORNO. L’atto di indirizzo della maggioranza M5S sui bacini di carenaggio è stato approvato in coinsiglio comunale, ma non senza polemiche. Come promesso lunedì scorso in quarta commissione, i consiglieri grillini hanno dato voto contrario «per motivi formali» alla delibera di iniziativa popolare (riguardo la modifica dell’articolo 24 del piano strutturale e dell’articolo 22 di quello urbanistico) sulle riparazioni delle grandi navi nei bacini di carenaggio, però hanno detto di condividerne gli obiettivi.
«La richiesta – spiega l’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi – ha avuto esito negativo anche da parte dei tecnici del Comune per carenza di documentazione». Poi aggiunge: «Comunque nella discussione della variante anticipatrice abbiamo fatto modificare la scheda del Prg del porto sulla cantieristica: adesso si parla di riparazioni di “navi commerciali”, senza specificare di che dimensione».
Ribadite le intenzioni. In sostanza, i Cinque Stelle con un proprio atto di indirizzo hanno voluto rimarcare l’ «impegno della giunta e del consiglio nella direzione delle grandi navi nei bacini», dice il capogruppo pentastellato Giuseppe Grillotti. «Avete fatto una scopiazzatura della delibera – attacca Jari De Filicaia (Pd) – e questo è politicamente scorretto», chiedendo «aggiornamenti sulla gara per i bacini visto che è l’ultimo giorno».
«Inviterò Delrio». Sempre da De Filicaia sono arrivate richieste al sindaco sul futuro del porto, ipotizzando un incontro a Livorno con il ministro delle infrastrutture. «Posso invitarlo ufficialmente – risponde Nogarin – ma come Anci città portuali stiamo organizzando un incontro per settembre proprio qui da noi per discutere di queste cose».
Le scuse di Sarais ma poi... Non sono bastate le scuse pubbliche di Valter Sarais (M5S) per le frasi sul 416bis rivolte alla passata amministrazione, per placare la diatriba con il Pd. A ributtare benzina sul fuoco ci ha pensato un altro pentastellato, Nicola Meschinelli: insieme alla collega Barbara Lenzi, ha proposto una mozione per impegnare la giunta a promuovere nelle scuole la proiezione del film “la Trattativa” di Sabina Guzzanti. Gli animi si sono accesi quando Meschinelli ha elencato i nomi degli esponenti del Pd romano indagati nello scandalo capitolino, sottolineando che «la nostra amministrazione sta facendo di tutto per rompere con gli errori del passato compiuti a Livorno». «Assessore da salotto». Parole grosse sono volate anche durante il dibattito sulla mozione di Buongiorno per l’istituzione di un tavolo del lavoro per le vertenze occupazionali («sono mesi che lo chiediamo», tuona Andrea Raspanti). Non si fa attendere la replica dell’assessore Francesca Martini: «Abbiamo la terza commissione: i tavoli di lavoro spesso sono solo chiacchiere, volete mettere le bandierine». E Marco Cannito (Città Diversa) va giù duro: «La città ha bisogno di un assessore al lavoro operativo, non da salotto».
«Aiutateci». Al termine del consiglio, una giovane famiglia albanese, sfrattata giovedì scorso dall’alloggio di via Mentana, ha cercato di incontrare invano l’assessore al sociale Ina Dhimgjini. «Adesso dormiamo in macchina – spiega Çereni Fatjon – ma abbiamo un bambino di due anni: non si può andare avanti così, io ho solo lavori saltuari e mia moglie è studente. L’assessore non ci ha ascoltato, anzi ha minacciato di chiamare i carabinieri».
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