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Mallegni sospeso per la “Severino”

di Stefano Fiori
Mallegni sospeso per la “Severino”

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La Ciclopista del Tirreno può già vantare un entusiasta sostenitore: Michele Bartoli. 45 anni che non dimostra affatto, un amore imperituro verso lo sport del pedale dimostrato dall'invidiabile fisico da atleta che è riuscito a mantenere anche grazie all'uso quotidiano della bici (da corsa, ovviamente...), l'indimenticato trionfatore di Classiche-monumento come il Giro delle Fiandre, la Liegi-Bastogne-Liegi, la Freccia Vallone, il Giro di Lombardia e l'Amstel Gold Race ha appreso con entusiasmo il progetto che vuole trasformare gran parte della costa tirrenica nella nostra regione, da Marina di Carrara a Capalbio, in un vero e proprio paradiso per gli appassionati di ciclismo.

Un sogno che può diventare presto realtà e che il popolare "Michelino", definito dai media come il più Fiammingo tra i ciclisti italiani, ha accettato di commentare concedendoci questa intervista.

«Mi sembra un’ottima idea - dice subito - che non può che essere accolta con entusiasmo da coloro i quali, com'è il mio caso, hanno fatto della bicicletta una ragione di vita. Spero di cuore che il progetto vada in porto, anche se serviranno un bel pò di soldi per attuarlo».

Chi trarrebbe i maggiori benefici dalla realizzazione della Ciclopista Tirrenica?

« A prima vista potrei pensare ai cicloamatori e ai cicloturisti, cioè a tutti quelli appassionati che con il loro entusiasmo tengono in piedi l'industria ciclistica. Personalmente, facendo parte della società New Life fondata anni addietro da un gruppo di miei tifosi, contribuisco all'organizzazione della cronosquadre della Versilia-Michele Bartoli, con epicentro Forte dei Marmi e sono certo che in tutta la Versilia si potrebbero reperire molte società ciclistiche e persone interessate a condividere questo progetto.

Scendendo lungo la costa fino a Capalbio è facile individuare altre zone moltocalde dal punto di vista ciclistico, che non farebbero sicuramente mancare il loro importante apporto».

Però lei pensa anche a un'altra categoria di ciclisti, i giovani, che trarrebbe un enorme beneficio dalla costruzione di questa ciclopica Pista Ciclabile di oltre 300 km...

«Sì, il mio pensiero va soprattutto alle categorie giovanili e non sarebbe cosa di poco conto garantire ai ragazzi di potersi allenare in tutta sicurezza.

Oggi il traffico è il primo nemico dei ciclisti e io stesso non ho voluto che mio figlio Gianni salisse su di una bici, accettando invece che diventasse un calciatore...».

Però il nome Gianni evoca ricordi di amicizie ciclistiche..

«Indovinato. Ho scelto di dargli quel nome in onore del mio grande amico Gianni Bugno, un campione con la C maiuscola e un grande uomo».

Ci sono altri possibili aspetti promozionali relativi al progetto?

« Il turismo riceverebbe una spinta eccezionale, dato che il tracciato potrebbe essere sfruttato in ogni stagione dell'anno. Se questa pista ciclabile sarà realizzata diventerebbe un'opera da Guinness dei Primati, infatti non mi risulta che, almeno per ora, esista al mondo qualcosa di simile...».

Un suo consiglio per concretizzare l'iniziativa?

«Oltre all'aspetto economico ed a quello amministrativo sarebbe essenziale coinvolgere sin dalla prima ora tutte le società ciclistiche delle zone interessate. Nessuno dovrebbe essere escluso e i realizzatori del progetto potrebbero così contare sul disinteressato apporto del volontariato locale e sul tradizionale motore propulsore garantito dall'entusiasmo degli appassionati di ciclismo toscani».

In definitiva per Michele Bartoli, che potremmo definire il primo importante testimonial di questa “mission” speriamo non impossibile, il segnale è di un colore verde pieno?

«Assolutamente sì, non esistono controindicazioni e mi colloco con entusiasmo tra i primi propugnatori del progetto».

Passiamo invece all'attualità e ai...pronostici. Domani scatta dall'Olanda - nella Utrecht fondata dagli antichi Romani - il Tour de France. Quali sono i tuoi favoriti?

«Considerato il percorso e le tante salite vedo Nairo Quintana in pole position. A contendergli il successo finale ci proveranno Froome e Contador, anche se non li considero al medesimo livello del colombiano, un atleta giovane, molto solido e che legge la corsa come pochi»"

Ma Nibali dove lo mettiamo?

«Vincenzo è tra i favoriti, indubbiamente e per il ciclismo italiano sarebbe fondamentale se ripetesse il successo del 2014. Tuttavia ogni anno fa storia a sé e sono curioso di vederlo combattere con Froome, Quintana e Contador contemporaneamente, dato che ciò non gli è mai capitato. Sono dei brutti clienti e arrivano al Tour in ottime condizioni di forma. Di Nibali può far ben sperare il bis ottenuto nel campionato italiano a Superga».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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