Il Tirreno

Livorno

Il suono della sirena per ricordare i morti

Il suono della sirena per ricordare i morti

La cerimonia per commemorare le vittime del bombardamento del 28 giugno del 1943 vicino all’Iti

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LIVORNO. L'urlo della sirena lacerò l'aria facendo gelare il sangue nelle vene alle migliaia di livornesi che, sentito l'allarme aereo, corsero trafelati nei rifugi per trovare scampo.

Era il 28 giugno 1943, un lunedì, e tutti avevano ancora impresso nella memoria il devastante bombardamento di appena un mese prima.

Verso le 10,30 il rombo cupo dei motori annunciò l'arrivo di novantasette bombardieri pesanti americani B-17, le temibili Fortezze volanti che scatenarono l'inferno rovesciando su Livorno centinaia di bombe da mezza tonnellata senza trovare praticamente ostacoli, salvo una lieve contraerea e quattro caccia che nulla poterono contro quegli enormi quadrimotori in formazione.

Dopo nove minuti era tutto finito, lasciando la nostra città satura di polvere, di dolore e di morte.

L'incursione, il cui obiettivo dichiarato erano lo stabilimento Anic e le installazioni portuali, provocò un massacro con oltre duecentocinquanta vittime, in gran parte uccise proprio dentro quei rifugi dove avevano cercato riparo e che si erano invece rivelati delle trappole mortali. Quelle vittime, quasi tutti civili, molte lavoratrici, sono state ricordate ieri mattina, con partecipazione della vicesindaco Stella Sorgente e di esponenti dell'associazionismo (internati, etc.) che a partire dalle 10,30 hanno deposto un mazzo di fiori sui tre luoghi simbolo di quella tragedia: in via Galilei, dove una lapide accanto all'ITI ricorda le 86 vittime del rifugio un tempo lì esistente, in un edificio popolare di via Mastacchi (70 morti) ed in via delle Sorgenti dove si trovava il Gommificio Italiano e nel cui rifugio perirono una trentina di operai, in gran parte donne. La commemorazione nei pressi dell'ITI “G. Galilei” è stata accompagnata dal breve suono della sirena dell'istituto: lo stesso apparecchio che ogni giorno scandisce per gli studenti l'inizio delle lezioni, oltre settant'anni fa annunciava invece l'allarme aereo.

Non è nota la sua collocazione all'epoca (gli edifici dell'ITI ancora non esistevano), ma i tecnici dell'Istituto l'hanno comunque tenuta in efficienza sino ad ora.

(r.r.)

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