Gioco
I portuali puntano sulla Kambusa È il business di velieri e love boat
Non più solo braccia, container e terminal: con Cft è saltato il matrimonio ma è nata una collaborazione La coop fiorentina entra nel Reefer e il maxi-magazzino frigo diventa il polo per fornire cibo a navi e yacht
LIVORNO. Chissà se al quartier generale dei portuali sentono di aver tante vite come i gatti: fatto sta che, mentre parecchi (gufi compresi) se li immaginavano spiaccicati dalla crisi choc che aveva terremotato i conti della Compagnia, adesso nel Palazzo di via San Giovanni si stanno inventando l'ennesima “vita”. Un po' fuori dalle strade già battute in passato…
Dopo: 1) l'era amarcord prima dei decreti Prandini, 2) la trasformazione in cooperativa impresa cercando di mettere lo zampino in ogni terminal, 3) la drastica austerity della cura Bruschini per salvarsi dal conto economico zoppicante, 4) la ricerca di alleanze prima con la maxi-coop fiorentina Cft e con i big dell'imprenditoria privata Neri-Negri, ecco che c'è: 5) una ulteriore trasformazione.
Sembra quasi un salto in avanti: e ora riguarda il “mestiere” della Compagnia prima ancora che le alleanze. Insomma, non più solo braccia, merci, gru e terminal ma anche i viveri per crociere, traghetti, velieri, cargo e yacht. Ovvio che non si voltino le spalle alla storia lunghissima che la Compagnia, qui più che altrove, ha alle spalle ma vale come una diversificazione che fa uscire i portuali dal recinto che ne limita alle banchine lo spazio d'azione. Tradotto: non più esclusivamente braccia e non più unicamente terminal, ecco la prospettiva di sbarcare nell'arcipelago dei servizi (anche extraportuali).
È ancora una nicchia con un pugno di addetti commerciali ma Kambusa rappresenta la nuova frontiera del business in casa Compagnia: stavolta i portuali hanno creato una società in tandem con soci che non hanno a che fare con le banchine bensì con altri campi. È l'esempio del fatto che con Cft è finito sì il matrimonio officiato tramite comitato paritetico ma non il legame fra imprese che hanno scelto di avere un pezzo di orizzonte in comune: Kambusa ha la sede al civico 13 di via San Giovanni, stesso indirizzo della Compagnia ed è un dirigente della Compagnia, Fulvio Romeo Franchini, il presidente. Ha come vice Claudio Torchia e Giulio Maestrelli in rappresentanza degli altri soci, entrambi di provenienza fiorentina: si tratta di Cft e del gruppo Maestrelli, dynasty imprenditoriale che ha alle spalle l'esperienza nei supermercati con la Superal e ora anche tramite la società di famiglia Pi.Da. sono nella Giotto Fruit.
Può essere una curiosità vedere i portuali stoccare e vendere un milione e mezzo di bottiglie di vino e champagne, ma in realtà è quel che serve a conquistare un pezzo di futuro. Basti dire che è stato messo nero su bianco un contratto triennale che affida alla società livornese Kambusa la fornitura dell'approvvigionamento dei viveri a Star Clipper, compagnia di grandi velieri da crociera. Ma l'azienda labronica sta lavorando anche in Grecia e, oltre al lavoro nel porto di Livorno, ha messo piede a Venezia, Genova e Civitavecchia.
Ma l'operazione Kambusa è l'ingranaggio di un meccanismo più vasto: visto che è Livorno il campo base di questa logistica nel segno di cibo e bevande, vale come opportunità di dare una nuova missione produttiva al Reefer, il terminal frigo della frutta che ha pesato sui bilanci della Compagnia e ora è a un passo dal ritrovare una strada e una strategia. Già, perché - come conferma il manager fiorentino Claudio Torchia - la Cft e la Compagnia nei prossimi giorni arriveranno all'intesa per l'affitto di ramo d'azienda tramite Csc. È la controllata della coop fiorentina che già opera all'interporto e sta avendo un impetuoso sviluppo: ad esempio, riportando da Civitavecchia a Livorno i traffici di frutta a marchio Del Monte. In poco tempo sono stati saturati i magazzini nella piana di Guasticce e l'ulteriore allargamento punta sul Reefer.
L'integrazione fra imprese partner - avverte Torchia - consente di mettere insieme competenze e specializzazioni così da ampliare il servizio offerto al cliente fornendo un pezzo ben più lungo della catena logistica post-produzione, giusto al cancello della fabbrica del produttore fino all'uscio del cliente finale. A ciò si aggiunga il ruolo che avrà Mito Agency, 100% Cft (e Torchia come amministratore unico) ma con sede a Livorno nel Palazzo del portuale.
La benedizione a questa partnership fra le due cooperative («forse meno impegnativa delle nozze ufficiali ma proprio per questo magari più efficace») arriva anche dallo stato maggiore della Lega Coop. «C’è stata qualche incomprensione – dice Ivano Martelloni, numero uno provinciale delle cooperative “rosse” – ma ormai è alle spalle: la collaborazione è ripresa e auspichiamo che continui perché sta dando frutti».
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