Gioco
Banda cittadina senza soldi «Ma il Comune ci ignora»
Il presidente uscente Andrea Pellegrini annuncia proteste in musica e lancia un appello per salvare l’istituzione culturale nata oltre un secolo fa
LIVORNO. «A Livorno c’è stata la rivoluzione politica, ci aspettavamo anche una rivoluzione culturale. A Palazzo Civico abbiamo incontrato poca attenzione, occorre ricominciare da zero». Andrea Pellegrini, presidente uscente della Banda Città di Livorno, torna alla carica per salvare «l’istituzione che sonorizza la vita della comunità» e stavolta se la prende con il Comune: «Abbiamo in mente tante iniziative di visibilità, ma c’è il rischio che ci facciano la multa».
Ai primi di giugno Pellegrini, insieme al vicepresidente Massimo Zocchi, era stato ascoltato in commissione per fare il punto sulla situazione della Banda, rimasta senza più finanziamenti né sede, incassando il sostegno dei membri e l’impegno dell’assessore Fasulo. Nell’attesa i due hanno redatto un comunicato rivolto ai cittadini, «avendo la sensazione che né la città né molti dei suoi rappresentanti siano a conoscenza della storia, delle caratteristiche e dello stato attuale di questa istituzione».
La Banda Città di Livorno – spiegano «è rinata nel ’77 in forma associativa (prima era la Banda Cittadina Livornese di cui Giacomo Puccini fu presidente onorario) per volontà di Provincia, Comune e Mascagni nel solco della prestigiosa e ricchissima storia musicale livornese. Negli anni le tre istituzioni si sono disimpegnate e i finanziamenti previsti dallo Statuto non vengono più erogati».
Va detto che le bande in città non mancano, come ad esempio quella dell’Accademia e quella dello stesso Mascagni, solo per citarne alcune, cosa che riconoscono anche Pellegrini e Zocchi: «Questa non è l’unica Banda né necessariamente la migliore, resta il fatto che è quella “ufficiale” da oltre un secolo; è un bene collettivo ci sembra assurdo lasciarla morire». Pellegrini lascia intendere di avere in agenda iniziative di “protesta in musica”, ma per ora non intende svelare le sue carte: «Ci piacerebbe organizzare qualcosa ma si sa come funziona la burocrazia, ci mancherebbe solo la multa per aver suonato senza i permessi e le autorizzazioni».
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