Il Tirreno

Livorno

Alina e Selvaggia sono ancora gravissime

di Federico Lazzotti
Alina e Selvaggia sono ancora gravissime

Rimangono in coma le due donne coinvolte nello schianto di venerdì notte, sta meglio la passeggera dello scooter

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LIVORNO. Sono ancora gravissime le condizioni di Alessandra Papini, 41 anni, e Selvaggia Orlà, 23, le due donne rimaste coinvolte nel pauroso incidente avvenuto intorno alle due di venerdì sugli scali Novi Lena dove la quarantunenne è stata investita mentre attraversava la strada dallo scooter condotto dalla ventitreenne.

Entrambe sono ricoverate da due giorni e tenute in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Livorno. «Le condizioni sono stabili - spiega il bollettino medico - ma entrambe non sono ancora fuori pericolo».

Sta meglio invece Sara Cerbati, la ragazza di 25 anni che al momento dello schianto viaggiava in sella al motorino guidato dall’amica.

La ricostruzione

I vigili urbani hanno impiegato oltre cinque ore: dalle 3,30 del mattino alle 9, per effettuare tutti i rilievi necessari per ricostruire con esattezza la dinamica dello schianto. A cominciare dal punto in cui è avvenuto l’impatto, passando per la velocità alla quale viaggiava lo scooter, fino all’altezza e alla direzione dalla quale la donna investita ha attraversato gli scali Novi Lena per andare da un marciapiede all’altro prima di essere travolta.

Tutte queste informazioni sono già state inserite nel fascicolo che ieri mattina è stato consegnato dai vigili urbani al pubblico ministero Gianfranco Petralia che coordina le indagini. «Si tratta di una situazione delicata - spiegano dalla Procura - e quindi tutte le informazioni sono riservate».

Ma qualcosa sulla dinamica almeno trapela. Secondo una prima ricostruzione, il motorino con le due ventenni a bordo stava viaggiando in direzione nord, dal lungomare verso il porto, mentre Alessandra Papini, in quello stesso momento, stava attraversando presumibilmente dal marciapiede che dà sulle Cantine verso il lato opposto.

A pochi metri da lei il fidanzato che avrebbe assistito all’incidente ma non è stato ancora ascoltato dai vigili per via dell’arresto e il successivo processo.

Non ci sono testimoni

Al momento, infatti, non ci sono testimoni che abbiano assistito all’incidente. Dunque gli unici che potranno raccontare quanto avvenuto saranno solo i protagonisti. La prima ad essere sentita nei prossimi giorni sarà molto probabilmente Sara Cerbati, successivamente toccherà al fidanzato della donna investita, Claudio Marescalchi. E infine, speriamo al più presto possibile, alla conducente dello scooter e alla donna travolta. Entrambe però, visti i traumi subiti, non è detto che riescano a ricordare con esattezza quanto è avvenuto.

Il nodo più importante da chiarire per accertare le responsabilità, riguarda il punto nel quale la donna investita abbia attraversato la strada.

Il fidanzato avrebbe fatto intendere che “Alina”, come la chiamano gli amici, abbia usato le strisce pedonali. Un particolare che però non emergerebbe con assoluta certezza dai rilievi. In ogni caso - come recita il codice della strada - nei pressi degli attraversamenti pedonali è necessario rallentare o comunque tenere una velocità moderata.Una frenata di circa sessanta metri, come quella rilevata dai vigili, farebbe pensare a una velocità dello scooter abbastanza sostenuta. L’ultimo dubbio investigativo che gli agenti dovranno risolvere riguarda le condizioni nelle quali erano le tre donne al momento dell’incidente. Ecco perché su tutte è stato effettuato sia il test per verificare il tasso alcolemico sia l’esame tossicologico. Due accertamenti in ogni caso obbligatori in casi come questo.

I risultati saranno pronti nei prossimi giorni. Magari quando sia Alina che Selvaggia saranno sveglie e fuori pericolo.

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