Il Tirreno

Livorno

Tari, un milione in più dalle tasche dei livornesi

di Mauro Donateo
Tari, un milione in più dalle tasche dei livornesi

Il gettito della tassa sui rifiuti ha largamente superato le previsioni del Comune Lemmetti: «Merito del percorso partecipativo». I sindacati: «Hanno pagato i più deboli»

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LIVORNO. Quasi un milione di euro in più di quanto previsto dal Comune sulla riscossione della Tari 2015 al termine del mese di giugno. Lo annuncia con evidente soddisfazione l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti nell’audizione dei sindacati dei pensionati, nella seduta congiunta tra seconda e quinta commissione. All’ordine del giorno la discussione sui tagli al sociale.

«Finora – spiega l’assessore- abbiamo riscosso 16,062 milioni di euro, mentre applicando la stessa percentuale di riscossione dell’anno passato, avevamo calcolato di prendere al 30 giugno 15,290 milioni di euro. E visto che ci sono ancora alcuni giorni da qui a quando faremo la verifica, può essere che si riscuota ancora qualcosa».

La cifra è stata calcolata in base al pagamento in unica rata e all’anticipo di chi ha rateizzato la quota. Per Lemmetti, «questo dimostra che nonostante gli aumenti la città ha reagito bene». E i motivi sono diversi: «La possibilità di pagare in anticipo già da maggio, la rimodulazione della tariffa tra domestico e non, e infine il percorso partecipativo che ha coinvolto la città».

Di tutt’altra opinione i sindacati: «Avete tagliato le esenzioni, chi prima non pagava ora lo ha dovuto fare», afferma Enrico Pedini (Spi Cgil), che dopo aver sottolineato l’onestà dei pensionati, accusa l’amministrazione di «aver preferito togliere anche un euro ai più deboli, piuttosto che chiedere di più a chi può permetterselo».

«I tagli devono essere mirati, non orizzontali», rincara Carmelo Triglia (Fnp Cisl): «I pensionati sono i veri ammortizzatori sociali per molte famiglie». Mentre Roberto Vivaldi (Uilp Uil) evidenzia il lavoro dei sindacati: «Ci confrontiamo quotidianamente con le difficoltà delle persone, specialmente con i più deboli, ecco da dove vengono le nostre riflessioni».

Non sono mancate critiche anche alle opposizioni, che comunque si sono difese ricordando di non aver partecipato al voto del bilancio. A finire sotto accusa, oltre all’aumento di Tari, Tasi e Irpef, anche il mancato confronto: «C’è un protocollo d’intesa firmato tra Anci regionale e sindacati e voi non lo rispettate», denuncia Pedini. «Le porte del Comune sono sempre aperte – risponde l’assessore al sociale Ina Dhimgjini – il nostro welfare è partecipato». E Lemmetti: «Privilegiamo il rapporto diretto con i cittadini, vi invito formalmente ai nostri tavoli una volta che usciranno le nuove aliquote».

Le tre sigle annunciano battaglia anche sulle Case della salute. Di fronte all’ipotesi di avere un solo presidio in città, tra un anno e nel poliambulatorio ancora da ristrutturare, propongono «tre strutture: una nell’ospedale, una al distretto socio sanitario est e una all’ex circoscrizione 1». E su questo manifesteranno il 3 luglio davanti al Comune.

Mauro Donateo

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