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Incidente sugli Scali, parla l’aggressore: «Ho avuto paura per la mia fidanzata, ho perso la testa»
Livorno, il compagno della donna investita è stato arrestato per le botte a volontari, medico e militari e rimesso in libertà in attesa del processo
LIVORNO. «Ho visto la mia fidanzata a terra in quelle condizioni e ho avuto paura per lei. A quel punto ho perso completamente la testa. Ma voglio dire che mi dispiace per quello che ho fatto e per i danni che ho causato alle persone che ho colpito».
Claudio Marescalchi, 44 anni, il giorno dopo la furia contro volontari, medico del 118 e finanzieri, si presenta in Tribunale alle 15 di venerdì 26 giugno per la direttissima con la faccia e le parole del pentito. Dodici ore prima gli agenti della polizia lo avevano arrestato e trasferito ai domiciliari al termine dell’ennesima aggressione nei confronti di chi stava intervenendo sull’incidente avvenuto venerdì notte sugli scali Novi Lena. L’accusa nei suoi confronti è quella di resistenza, lesioni e violenza a pubblico ufficiale. La confessione di quello che è avvenuto dei momenti precedenti e successivi allo schianto l’ha consegnata al suo legale, l’avvocato Gabriele Rondanina, prima di entrare in aula.
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Da un primo racconto pare che il quarantaquattrenne fosse a pochi metri dalla compagna Alessandra Papini, 41 anni, nel momento in cui è stata investita dallo scooter e che sia stato il primo a soccorrerla. Molto probabilmente vedere la fidanzata a terra in quelle condizioni deve aver innescato in lui una reazione che gli ha fatto perdere completamente il controllo facendo sì che dall’assistenza passasse in pochi secondi all’illegalità.
Il suo comportamento è stato condannato dalla stessa Svs, dal sindacato dei medici italiani e dal Pd . Scrive in una nota il partito democratico di Livorno: «Non è più possibile tollerare e ridurre a fenomeni estemporanei certi episodi che negli ultimi tempi sempre più frequentemente accadono. Livorno ha una tradizione di volontariato centenaria. Uomini e donne, fra cui tanti giovani, donano il loro tempo silenziosamente al servizio del prossimo. Certi fatti gravissimi, ultimo quello dell’altra notte, oltre a mostrare un preoccupante campanello d'allarme per la tenuta civile di questa città, ledono e mortificano lo spirito di questi nostri concittadini, la loro passione civile, la loro voglia di donarsi a favore della collettività ».
Al Pd si unisce anche il neo consigliere regionale Francesco Gazzetti: «Chi tocca un volontario - dice - tocca un'intera comunità e questo non è né tollerabile, né tantomeno giustificabile. Saranno le autorità preposte a ricostruire con esattezza quello che è accaduto ma occorre uno sforzo comune per evitare che questi episodi si possano ripetere. Il volontariato è un bene preziosissimo ed indispensabile per le nostre comunità e per tutta la regione e dunque questi atti gravissimi devono trovare una condanna e spingere ad una riflessione che attivi azioni concrete».
Durante l’udienza nei confronti di Marescalchi, il suo avvocato ha chiesto i termini a difesa per leggere le carte dell’inchiesta e pianificare la migiore strategia per il proprio cliente. Il giudice ha così deciso di fissare una nuova udienza e nel frattempo di disporre nei confronti dell’indagato l’obbligo di firma per tre volte a settimana.
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