Attenzione
Due in coma per l’incidente
Scontro nella notte tra uno scooter e una ragazza che attraversava la strada
LIVORNO. Selvaggia e Sara, 23 e 25 anni, stanno tornando a casa in sella allo scooter della più giovane delle due amiche, vanno in direzione nord, verso il porto dopo un serata passata insieme: profumo d’estate e di divertimento.
Alessandra, 41 anni, cammina, invece, lungo il marciapiede che guarda le Cantine e deve attraversare la strada. Anche lei ha passato una serata in compagnia degli amici e del compagno che in quel momento la segue a pochi metri di distanza.
Sono le due del mattino di venerdì notte quando in mezzo al buio degli scali Novi Lena, nei dintorni delle strisce pedonali - quanto vicino lo diranno le indagini della polizia - le vite di queste tre donne si incontrano nel modo più drammatico: uno scontro violentissimo tra lo scooter e la quarantunenne.
Le conseguenze immediate dell’impatto sono nell’immagine che si trova davanti il fidanzato della donna investita che accorre per primo; con lui alcuni automobilisti che passano pochi istanti dopo e molti residenti svegliati dal rumore nero dell’impatto: il motorino schiacciato contro i paletti che delimitano la carreggiata e i corpi delle tre donne sparsi sull’asfalto, a parecchi metri di distanza rispetto al punto dell’impatto.
L’ultimo bollettino medico, diramato nel tardo pomeriggio di ieri, parla di due delle donne ferite ricoverate in coma nel reparto di Rianimazione in gravissime condizioni: Selvaggia Orlà e Alessandra Papini. Entrambe hanno riporto ferite gravissime su tutto il corpo e soprattutto traumi alla testa che preoccupano i medici. Migliori, invece le condizioni di Sara Cerbati che era seduta dietro all’amica in sella allo scooter e ha riportato sì traumi ma che non è in pericolo di vita.
L’arresto del fidanzato
Il dramma, la notte scorsa, non si è limitato all’incidente, perché durante i soccorsi, è scoppiato il caos con il compagno della donna investita che ha sfogato la propria rabbia (e disperazione) contro chiunque gli si facesse incontro.
Tutto è cominciato quando sugli scali Novi Lena è arrivata l'ambulanza dell'Svs con il medico a bordo. A quel punto è stata data la priorità del soccorso alla più grave delle ferite, vale a dire la conducente dello scooter che dopo l’impatto è subito caduta in coma.
Sarebbe stata questa scelta clinica a mandare su tutte le furie il fidanzato della donna investita, Claudio Marescalchi, 44 anni, che prima avrebbe aggredito il medico del 118 e i volontari e poi dato un pugno a un finanziere spaccandogli il naso.
Ecco perché il quarantaquattrenne è stato arrestato nella notte dalla polizia con l'accusa di resistenza, lesioni, e violenza a pubblico ufficiale.
Racconta un testimone che si è fermato: «Dopo l'incidente è arrivata l'ambulanza dell'Svs con il medico. Ha valutato le condizioni delle ragazze e ha caricato la più grave. Il fidanzato della paziente, rimasta a terra con due soccorritori, è salito sull'ambulanza intralciando il lavoro perché voleva che il medico si occupasse della sua ragazza. Da lì è nata una quasi rissa. È poi arrivata l'ambulanza della Misericordia con medico a bordo e a quel punto il tizio è salito su questa ambulanza dicendo d voler rimanere durante le manovre rianimatorie. Infastidito dal rifiuto della dottoressa ha iniziato a colpire qualsiasi cosa in ambulanza picchiando l'autista che stava caricando la paziente. Quando ce l’ha fatta a farlo uscire, il personale della Misericordia si è allontanato sull'ambulanza a sirena ed è stato costretto ad effettuare le manovre di stabilizzazione in movimento».
Nel pomeriggio di ieri Marescalchi è comparso davanti al giudice Tiziana Pasquali per il processo per direttissima, al termine del quale è stato rimesso in libertà in attesa dell’udienza dopo che il suo avvocato ha chiesto i termini a difesa per poter studiare le carte.
L’indagine
Il pubblico ministero di turno Gianfranco Petralia ha aperto due diversi fascicoli collegati all’incidente avvenuto sugli Scali Novi Lena. A cominciare ovviamente dalla dinamica dello scontro: in particolare gli investigatori dovranno verificare diversi aspetti per chiarire le responsabilità che hanno portato al drammatico impatto.
La prima riguarda senza dubbio il punto nel quale è avvenuto l’impatto per verificare dove Alessandra Papini abbia attraversato la strada. E se lo abbia fatto sulle strisce o nei pressi di esse. Poi c’è da accertare la velocità alla quale procedeva lo scooter e le condizioni delle giovane che era alla guida. Ecco perché si stanno cercando testimoni che abbiamo assistito allo scontro.
C’è poi il secondo fascicolo che invece riguarda solo il comportamento del fidanzato della donna investita. Nei suoi confronti l’accusa è pesante e rischia una condanna fino a tre anni.
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