Il Tirreno

Livorno

Muore a 45 anni mentre corre sul mare

di Federico Lazzotti
Muore a 45 anni mentre corre sul mare

È una donna nigeriana soccorsa all’alba a Barriera Margherita: lascia una figlia. Sono servite oltre 12 ore per identificarla

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LIVORNO. Una donna tra i 40 e i 50 anni di carnagione scura accasciata sul lungomare, lungo il percorso pedonale che costeggia l’Accademia Navale, all’altezza di Barriera Margherita. Il volto è cianotico, il respiro affannoso che si fa via via più flebile. Indosso una maglietta e un paio di pantaloni da corsa, ai piedi delle scarpe sportive.

Sono da poco passate le sei del mattino, la città a quell’ora si sta lentamente risvegliando, mentre lei si sta spegnendo per sempre.

Comincia così la tragedia che nel corso della giornata si è trasformata in un giallo rimasto irrisolto per dodici lunghissime ore. Solo nella tarda serata di ieri, infatti, grazie alle impronte digitali, è stato possibile dare un nome e un cognome alla donna morta in ospedale dopo essersi sentita male mentre faceva jogging sul viale Italia.

La vittima si chiamava Mariam Idoga, avrebbe compiuto 46 anni il prossimo primo dicembre, era nata in Nigeria ma viveva a Livorno da oltre dieci anni, almeno dal 2004, visto che da allora c’è traccia del suo nome nei registri del Comune. E lascia una figlia adolescente.

A dare l’ultimo riscontro è stato il fratello della donna, pure lui nel nostro Paese da tempo, che ha riconosciuto in ospedale in quel corpo ancora senza nome quello della sorella.

I soccorsi

L’allarme al centralino del 118 è scattato intorno alle 6,10 quando alcune persone che come Mariam a quell’ora stavano correndo o passeggiando sul lungomare si sono accorti del malore della donna.

A niente è però servito l’intervento del medico e dell’ambulanza della Misericordia di via Verdi che l’ha trasportata d’urgenza al pronto soccorso nel tentativo di salvarla.

Difficile, al momento, e senza ulteriori esami, capire il motivo del decesso che potrebbe avere due spiegazioni: un arresto cardiaco innescato dalla sforzo fisico, oppure un problema vascolare. L’unica certezza è che la donna non aveva indosso né i documenti, né un telefono cellulare, quasi certamente lasciati entrambi a casa per paura che fossero di intralcio durante la corsa. Abitudine che hanno molti appassionati della corsa. Ecco perché, visto che nessuno fino a ieri sera aveva contattato né l’ospedale né le forze dell’ordine per chiedere notizie su una donna scomparsa, è rimasto il problema di dare un’identità alla vittima.

Il ricordo

Già dalle prime ore della mattinata l’ipotesi più probabile era che si trattasse di una donna straniera. Ecco perché nel primo pomeriggio è stato deciso di fare un tentativo: quello di confrontare le impronte digitali della donna con quelle del database del ministero e delle forze dell’ordine.

È da questa comparazione che è venuto fuori il nome della vittima. «Mariam - spiega ancora incredulo Frank Awani, rappresentate della comunità nigeriana a Livorno - era una ex poliziotta che si era trasferita in Italia. Per un po’ aveva lavorato in una casa di riposo a Rosignano poi era andata all’estero per lavoro ed era appena tornata a Livorno. Lo scorso anno aveva anche ottenuto la cittadinanza italiana».

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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