Sicurezza
Il prefetto Varratta lascia e accusa i sindaci
Via da Firenze dopo tre anni. "Non possono nascondersi dietro a un dito", dice. Intanto arrivano altri 400 migranti
FIRENZE. «I sindaci toscani non possono continuare a nascondersi dietro la scusa dell’assenza di strutture. Chi non ha ospitato nessuno finora non lo ha fatto davvero perché mancanza di immobili di proprietà, ma perché non ne aveva voglia, per ragioni di opportunità». È un addio al veleno quello di Luigi Varratta. Almeno nei confronti dei Comuni riluttanti, quelli che finora non hanno partecipato all’accoglienza, offrendo nessun contributo per scongiurare un collasso del modello toscano ideato nel 2011 da Enrico Rossi. Il prefetto fiorentino lascia il suo incarico dopo tre anni. «Cambio mestiere», dice. Andrà a Roma, come capo del dipartimento del personale e delle risorse finanziarie del Viminale. Al suo posto arriverà Alessio Giuffrida, attuale prefetto di Cagliari, fino a tre anni fa a Lucca. A lui «lascio in eredità un compito difficile ma importante», dice il prefetto. Cambiare passo sarà «fondamentale». Ieri in Toscana sono arrivati 356 nuovi disperati dei barconi, oggi ne arriveranno altri 50. In poco più di un mese, dal 5 maggio, la regione ne ha assorbiti nei centri temporanei più di 4.000. E nelle prossime settimane – dicono i bollettini ministeriali – ne giungeranno almeno altri 1300. Varratta è stato l’uomo macchina del Viminale sul territorio, ha fatto da coordinatore delle prefetture toscane, è lui ad aver proposto il sistema di ripartizione per quote fondato sulla popolazione residente delle province. Spesso si è scontrato con Rossi, ma non sempre ha scelto la strada indicata da chi a Roma gestisce la questione migranti. Alla ricetta del prefetto Mario Morcone, lo “zar dell’accoglienza” del ministero dell’Interno, che avrebbe prediletto i grandi hub e magari le caserme, ha sempre cercato di rispondere con soluzioni più soft. «Il modello Rossi è quello migliore. Ma l’ho sempre detto: se i numeri degli arrivi crescessero enormemente e i sindaci continuassero a recalcitrare, sarà difficile evitare le grandi strutture». Secondo il governatore i Comuni riluttanti sono 150 dei 278 toscani, per Varratta «anche qualcosa di più». La sua strigliata è indirizzata soprattutto ai sindaci della Versilia, della Maremma e dell’Argentario. «Va bene la stagione estiva, ma bisogna ricordarsi che siamo di fronte a persone umane che fuggono da guerre, fame e disperazione».Intanto ieri sono giunti in Toscana altri 356 profughi, oggi altri 50 arrivi. E la regione ormai è a quota 4000 ospiti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
