Gioco
I 5 Stelle ad Asa: «Stop agli aumenti in bolletta»
Esposito: «Il paradosso è che se i cittadini non consumano pagano lo stesso» E chiede una tariffa che tenga conto del numero dei componenti di ogni famiglia
LIVORNO. «Il concetto è che, pur distribuendo meno acqua e attestando minori consumi, si aumentano le bollette alle utenze perché l'azienda deve rientrare nei costi che ha sostenuto». I vertici di Asa, appena terminato l'esposizione del bilancio 2014 in seconda commissione, quando il consigliere grillino Daniele Esposito rompe gli indugi, criticando l'ultimo aumento del 5% medio del costo dell'acqua per i contribuenti livornesi. Una decisione che, dopo l'approvazione di venerdì scorso dell'Autorità idrica Toscana (Ait), sarà deliberata ufficialmente a inizio luglio, come abbiamo scritto nei giorni scorsi. «In Asa - polemizza Esposito - il rischio di impresa è zero. Per i privati non funziona così: qualsiasi negoziante se non vende non guadagna. In Asa, pur non vendendo, dovete rientrare dagli investimenti con le bollette. Il paradosso è che se tutti i cittadini smettessero di usare l'acqua, dovrebbero comunque pagare».
La risposta dei vertici Asa è la stessa che il presidente di Asa Fabio Del Nista ha fornito nei giorni scorsi rispondendo al Tirreno. «Che piaccia o no - spiega il consigliere delegato Ennio Trebino - il meccanismo tariffario funziona così e rispetta le leggi nazionali dell'Autorità per l'energia elettrica e le disposizioni dell'Ait. I costi di investimento e gestione - aggiunge - sono determinati ogni 2-3 anni, e la tariffa necessaria a coprirli è calcolata su una previsione di consumo di acqua». Se poi in un anno l'effettivo consumo risulta minore, si crea una "partita pregressa", recuperabile, come previsto dalle stesse autorità, con una riarticolazione della tariffa. «Questo aggiustamento - precisa Trebino - non è assolutamente dovuto a un'inefficienza aziendale, quanto a un calcolo iniziale errato. Lo scarto tra consumi ipotizzati e reali dipende da molte ragioni: la crisi, la chiusura delle aziende, i risparmi delle famiglie. Tutto ciò si traduce in un minore uso di acqua».
Elisa Amato (Fi) chiede poi un chiarimento sui canoni che Asa deve corrispondere ai comuni ogni anno. «A Livorno - rivela il consigliere delegato Alessandro Fino - nel 2015 dobbiamo pagare un canone di 6,8 milioni alla Liri, cui vanno ulteriori 1,2 milioni per l'affitto delle sedi. Al Comune paghiamo invece un canone di 1,4 milioni per la parte gas e 700mila euro per la parte acqua. I canoni, stabiliti dall'Ait e diversi da comune a comune, hanno registrato incrementi importanti nel 2010 e nel 2014. È chiaro che questi aumenti finiscono per essere ribaltati sulla tariffa». I canoni hanno due componenti: il rimborso delle rate dei mutui che i comuni avevano contratto prima dell'affidamento a Asa per realizzare opere di acquedotti, e il canone di locazione delle reti. «Nel complesso - chiosa Trebino - i canoni oggi pesano 32 centesimi di euro al metro cubo d'acqua».
La commissione "a stampo 5 Stelle" (in aula per le opposizioni, oltre a Amato, c'è solo Pietro Caruso del Pd) chiede a più riprese se sia possibile in qualche modo evitare i comunque costanti aumenti in bolletta. «L'efficienza - risponde Trebino - è non far pagare ai cittadini spese inutili, e il riferimento ai canoni non è casuale. Ma se non è tariffa è comunque fiscalità, perché i comuni otterrebbero i canoni tramite imposte. Ci sono obblighi nazionali e comunitari che rendono gli investimenti indispensabili. E questo costo ricadrà sempre sui cittadini. L'errore - ammette - è piuttosto nel calcolo iniziale: se la tariffa si basa sui consumi di 2 anni fa, e i consumi diminuiscono ogni anno del 2%, la previsione sarà sempre sbagliata e richiederà gli aggiustamenti in bolletta».
A chiusura dei lavori, ancora Esposito chiede se l'investimento dei 4 milioni di partecipazione in Olt sia destinato a ricadere sull'utenza, e se in futuro sarà inoltre possibile pensare a un sistema di tariffazione più efficace, magari calcolato sulle persone e non sulle famiglie. «La tariffa - mette in chiaro Trebino - copre solo gli investimenti del core business di Asa, non le partecipazioni o il resto. La tariffazione a persona - conclude - sarebbe un modo per introdurre un calcolo più preciso, ma ogni variazione dovrà passare dalle Authority».
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