Il Tirreno

Livorno

Da Gallanti l’altolà all’accorpamento con Civitavecchia

Da Gallanti l’altolà all’accorpamento con Civitavecchia

«Si tratta di scali che hanno vocazioni del tutto differenti» Guerrieri (Piombino): sì all’alleanza fra le tre realtà toscane

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LIVORNO. Al commissario straordinario dell’Authority livornese Giuliano Gallanti non va proprio giù l’ipotesi di un accorpamento dei porti di Livorno e di Civitavecchia. L’ha ripetuto all’incontro organizzato ieri in Fortezza Vecchia per la presentazione del libro curato dall’architetto Mazza: «Sono due porti che hanno vocazioni del tutto differenti». In passato, il numero uno dell’istituzione portuale livornese non aveva risparmiato le critiche anche ad alcuni aspetti dell’impianto della riforma: troppa frenesia centralizzatrice mentre servirebbe più autonomia e maggiore sburocratizzazione.

Anche Luciano Guerrieri, commissario dell’Authority piombinese, non ha mai fatto mistero delle perplessità su una geografia della portualità che veda Livorno e Piombino con Civitavecchia: meglio sarebbe una aggregazione a dimensione toscana.

Anche da Rifondazione comunista non nascondono la preoccupazione sull’ipotesi dell’accorpamento della nostra Authority con quella di Civitavecchia. Ma al quartier generale della falce e martello si dicono ancora più colpiti in senso negativo «dalla stagnazione livornese di fronte a un tale scenario, non vediamo nessuna reazione». Del resto, era stato proprio Luigi Moggia, segretario del circolo Prc Porto, a lanciare il sasso nello stagno.

La federazione del Prc afferma anche di aver scritto una lettera aperta «ai parlamentari livornesi, al governatore Rossi e al sindaco Nogarin, chiedendo spiegazioni e quale futuro deve attendersi il porto di Livorno: nessuno ci ha ancora risposto».

Oltre a ribadire la differente impostazione dei due porti, mettendo in evidenza soprattutto le caratteristiche di quello livornese («tra i primi a livello nazionale per movimentazione dei contenitori, molto inferiore quello di Civitavecchia»), puntano il dito contro gli «interessi politici che ci vogliono ridurre a un ruolo di grimaldello, ma questo non possiamo permetterlo».

Gli esponenti comunisti annunciano che oggi, durante l’assemblea deliberativa dei soci della Compagnia Portuale, il proprio esponente Andrea Sardelli presenterà un ordine del giorno «chiedendo di impegnare il nuovo consiglio di amministrazione su questo fronte». (r.ha. - m.do.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web