Gioco
Si riaccende la speranza per 175 lavoratori licenziati
Il colosso Comdata ci ripensa: pronto a riportare la commessa Seat a Guasticce gli addetti sarebbero assunti a tempo determinato e stabilizzati entro fine anno
LIVORNO. È vero: la soluzione per ora non riguarda tutti i lavoratori, ma solo la metà (175). Ed è vero che si parla soprattutto di contratti part time e a tempo determinato, in vista di una stabilizzazione entro la fine dell’anno. Ma con 341 persone a casa da 25 giorni e con le trattative che nelle ultime settimane si erano infilate in un tunnel sempre più buio, questo piano di salvataggio del call center di Guasticce non può che suonare come una buona notizia. Come una «concreta possibilità», come recitava la nota inviata ieri da Palazzo Civico, proprio mentre a Roma si stavano concludendo le trattative al tavolo del ministero.
Al Mise, nel primo pomeriggio, sono arrivati i rappresentanti dei Comuni di Livorno e Collesalvetti, della Provincia, della Regione (con in testa il governatore Enrico Rossi), i sindacati locali e nazionali. E soprattutto i dirigenti di Comdata.
Il gruppo leader del settore alla fine ha proposto di riportare a Livorno, attraverso una sua newCo, la commessa di Seat Pagine Gialle (i famosi 12.40 e 89.24.24) che dal primo giugno viene gestita dal call center di Asti. I volumi garantirebbero lavoro per 140 part time, oltre a 5 full time indiretti e a un ulteriore traffico out bound per una trentina di addetti.
Da settembre verrebbero così recuperati 175 posti, fermo restando che il ministero nei prossimi giorni dovrà gestire direttamente le trattative con Seat (che ha già affidato la commessa a Comdata) e con People Care (proprietaria delle attrezzature) perché il subentro vada a buon fine.
«I lavoratori – hanno scritto al termine dell’incontro il sindaco Filippo Nogarin e l’assessore Francesca Martini – saranno assorbiti con contratto a tempo determinato con supporto della Regione per il tempo determinato per 200.000 euro. Dopodiché, trascorsi sei mesi dal licenziamento, potranno usufruire del tempo indeterminato e venire stabilizzati con gli incentivi della legge di Stabilità e del Jobs Act».
«Comdata – hanno aggiunto – è un grandissimo operatore, attraverso la partecipata Spil (che è proprietaria del sito di Guasticce, ndr) provvederemo a facilitare il più possibile l’ingresso nell'immobile».
I vertici della Regione hanno già fatto sapere che «resterà aperto un tavolo nazionale permanente per verificare le possibili occasioni di reimpiego di tutti i lavori ex People Care». «La riassunzione di metà degli addetti – ha infatti sottolineato il governatore Rossi, presente insieme a Gianfranco Simoncini – non era certo il nostro obiettivo, che rimane quello di dare lavoro a tutti gli ex dipendenti People Care. Voglio ringraziare Comdata che, pur non avendo alcuna responsabilità, ha accettato le richieste di governo e Regione di insediarsi in Toscana».
«Ho visto negli occhi le lavoratrici e i lavoratori di People Care – ha aggiunto – e li ho nel cuore, ma dobbiamo prendere atto con realismo della situazione. Il risultato raggiunto oggi è anche una conquista dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Siamo faticosamente arrivati a questo punto e non ci vorremmo fermare».
Va detto che Comdata ha anche mantenuto ferma l’offerta di 70 posti part time a La Spezia, che fino alla scorsa settimana erano stati l’unica porta aperta dal gruppo. È evidente che il pressing e le offerte delle istituzioni, in termini di incentivi, devono aver dato i loro frutti visto che solo pochi giorni fa il colosso delle chiamate (che ha tra i sui principali committenti l’Eni...) si era detto non intenzionato a investire a Livorno.
«Grazie anche all’impegno del governo, con il sottosegretario Luca Lotti – dice il sindaco di Colle, Lorenzo Bacci – per la prima volta in tempi recenti, in questo territorio c’è un’azienda chiusa che riapre. E con l’impegno di un big del settore». Anche il sindaco Filippo Nogarin si dice «soddisfatto del percorso fatto assieme a tutte le istituzioni» e auspica che «questo settore possa crescere con un’apposita correzione legislativa che potrebbe essere fatta proprio per salvaguardare il settore e per la quale ci siamo già attivati con le commissioni a Roma».
Juna Goti
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