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Le nuove tariffe colpiscono chi ha figli. Salvati solo i single, per avere lo sconto bisogna consumare meno di 82 litri d’acqua totali al giorno
LIVORNO. Spiega l'Asa, sul proprio sito internet, che ogni volta che facciamo una doccia consumiamo dai 40 agli 80 litri d'acqua. Mentre quando ci laviamo le mani e i denti, o ci rinfreschiamo la...
LIVORNO. Spiega l'Asa, sul proprio sito internet, che ogni volta che facciamo una doccia consumiamo dai 40 agli 80 litri d'acqua. Mentre quando ci laviamo le mani e i denti, o ci rinfreschiamo la faccia, chi di noi ha l'abitudine di lasciare il rubinetto del lavandino aperto provoca l'uscita di 10 litri ogni minuto.
Un bel bagno nella vasca porta via invece dai 150 ai 200 litri d'acqua. E poi ci sono lavastoviglie e lavatrice: la prima è decisamente più virtuosa (14 litri a ciclo se è di ultima generazione, 30-40 se è un po’ datata), la seconda assai più dispendiosa (dai 60 ai 100 litri a seconda della classe di consumo, ogni volta che premiamo il tasto "start").
Livornesi parsimoniosi. Davanti a questi dati è facile capire come i livornesi siano fin troppo attenti ai consumi, se è vero - come scrive ancora Asa nel suo ultimo bilancio socio-ambientale - che l'uso medio pro-capite giornaliero nel 2013 è ammontato a 110,06 litri. I quali moltiplicati per 365 giorni fanno 40.369 litri a testa consumati da ogni livornese, cioè oltre 40 metri cubi annui.
110 litri al giorno a testa, ma... Va detto che qualcosa in questi numeri non torna: basta una doccia da Speedy Gonzales (40 litri), cinque minuti al giorno di lavaggio mani-denti-viso (50 litri), tre scarichi del wc (18 litri) per raggiungere quota 108. I consumi medi dei livornesi si fermerebbero qui, secondo l'ultimo bilancio di Asa. Ma non abbiamo considerato lavastoviglie, lavatrici, chi lava i piatti a mano, chi ama la vasca o chi addirittura lava l’auto con la sistola. E poi chi l’acqua del rubinetto la beve.
Possibile che siamo così bravi e parsimoniosi da far rientrare tutte queste attività in 110 litri? I numeri dicono di sì, ma probabilmente nella realtà consumiamo qualcosa di più. E la spiegazione potrebbe essere scritta sempre lì, nel bilancio socio-ambientale dell'azienda di via del Gazometro: il calcolo che porta a stimare 110 litri a testa consumati nel 2013 prende infatti in considerazione anche le utenze non residenziali. Che hanno un bel peso specifico, considerando le numerose case da vacanza aperte solo l’estate sparse tra l’Elba e il sud della provincia. Le quali contribuiscono dunque ad abbassare la media dei consumi. Che nei fatti dunque sarà un pochino più alta.
Ogni italiano consuma 220 litri d’acqua al giorno. E d’altra parte, va bene la crisi e la maggior sensibilità verso gli sprechi, ma la distanza dei 110 litri di ogni livornese rispetto al dato dei 220 litri d'acqua di consumo medio giornaliero di una persona che la stessa Asa indica sul proprio sito come il consumo medio di una persona, è abissale. «Ma quello è un dato di letteratura riconducibile ad un utente medio nazionale-europeo», spiegano da via del Gazometro.
Il 60% dei livornesi tra 51 e 160 metri cubi. Un’idea della situazione la dà anche la “torta” che pubblichiamo in alto pagina. Che racconta come il 60% dell’utenza rientri nella fascia tra 51 metri cubi e 160. Anche partendo dal dato dei 40 metri cubi annui a testa, ben si capisce come in questa grossa forbice rientri il grosso delle famiglie fino a quattro persone. Il 15% dei livornesi invece supera i 160 metri cubi annui: si tratta delle famiglie più numerose, composte magari da tre figli o più.
Aumento per tutti. Tutte queste categorie - cioè le famiglie più comuni - saranno coinvolte dall’aumento della tariffa. Che varierà (su base annua) di un 3% fino a consumi di 100 metri cubi annui e di un 7% sopra (dunque per le famiglie con almeno un figlio).
Sconto per pochi. Non è dato sapere invece quanta utenza potrà usufruire dello sconto portato dalla nuova tariffa: Asa infatti ha fornito il dato relativo alla fascia 1-50 metri, ma non quella 1-30 a cui è riservata la diminuzione.
Tuttavia, partendo dal dato di 40 metri cubi medi a persona (110 litri al giorno), è chiaro che 30 metri cubi (cioé 82 litri al giorno) non potranno che essere un consumo di pochissimi utenti, e comunque soltanto di persone che vivono da sole. Impensabile infatti che due persone possano arrivare a consumare una media 41 litri a testa al giorno. A meno che non vivano altrove.
Quanto spenderanno in più le famiglie. Moltiplicando i 40 metri cubi pro-capite per il numero dei componenti del nucleo familiare, il risultato è che una famiglia parsimoniosa di tre persone arriva a 120 metri cubi, una con due figli a 160, una con tre figli a 200. Per loro, come dicevamo, l’incremento della tariffa su base annua sarà del 7%, rispettivamente 16, 21 e 42 euro. Per quanto riguarda il 2015 Asa tuttavia sottolinea - correttamente - che alla fine pagheranno la metà (7.8 euro, 10.6, 21.6) in quanto l’aumento scatterà dall’8 luglio e non sarà retroattivo da gennaio.
Aumento infinito. Dunque, ci si chiederà, l’aumento sparirà a gennaio? In realtà no. Resterà in bolletta fino a quando non sarà varata una nuova tariffa, presumibilmente in questo periodo del 2016 (ecco perché è corretto calcolare l’aumento annuo). A quel punto l’Ait, in teoria, potrebbe toglierlo e ridurre la tariffa. A meno che, però, non ci siano altri conguagli da saldare, che infatti ci saranno, visto che mancano 10 milioni di euro all’appello (2011 e 2014). E visto che, esattamente come quest’anno, dovrà comunque essere colmato il gap tra quello che sarà il Pef 2016 e le fatturazioni presunte. Un gap che fino ad oggi, negli ultimi sette anni, è stato sempre a sfavore dei cittadini.
(giulio corsi)
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