Gioco
«I rincari della bolletta li ha imposti l’Authority»
Il presidente di Asa difende l’aumento delle tariffe: «Serve per gli investimenti. Ma la fascia di utenza che avrà lo sconto è una porzione non significativa»
LIVORNO. Fabio Del Nista, presidente di Asa. Dopo l’ennesimo aumento i livornesi si chiedono se dai loro rubinetti esce acqua oppure oro...
Sono sicuro che non esca l’oro, anche se l’acqua è considerata l’oro del futuro e quindi bisogna attrezzarsi per fare in modo che alla fine non costi davvero così tanto. Bisogna fare opere e lavori che consentano la qualità e la quantità necessarie. Faccio un esempio solo: proprio stamani (ieri, ndr) abbiamo deliberato un investimento per 760mila euro per le discariche in città, in particolare il Rivellino, mentre stiamo proponendo un'opera eccezionale di quasi cento milioni.
Intanto però negli ultimi sette anni l’acqua a Livorno è aumentata del 50 per cento, secondo i dati dell’osservatorio di Cittadinanzattiva.
Non ho elementi per confermare questo dato. Che l’aumento ci sia stato tuttavia è indubbio. Però è anche vero che quando io sono arrivato in Asa, nel 2008, Livorno era seconda in Italia per il costo dell’acqua, mentre ora siamo settimi o ottavi. Significa che qualcuno sta aumentando più di noi.
Il mal comune mezzo gaudio non diminuisce il peso delle bollette: siamo sempre nella top ten...
Guardi, l'acqua ha bisogno di cure costanti, di investimenti. E’ una risorsa che va gestita con attenzione particolare, non solo nell'erogazione ma in tutto il suo ciclo. La depurazione costa sempre di più, assai di più che non l'acqua in quanto tale. L’Italia sta andando in infrazione a livello europeo. In molte città ci sono ancora fognature miste, mentre è obbligatorio avere fognatura nera e bianca. Serviranno investimenti enormi per mettersi in regola.
Vuol dire che dovremo ingozzare altri super lavori e altrettanti rincari?
La tranquillizzo: Livorno dal punto di vista della depurazione è messa benissimo.
Torniamo all’aumento della tariffa: era proprio necessario?
E’ l’Ait, l’Autorità idrica toscana che l’ha decisa, non noi. C’è una legge che prevede la copertura integrale dei costi di gestione (investimenti compresi) mediante la tariffa.
Ma i costi li programmate voi.
Noi li presentiamo, è vero, ma c'è chi li valuta, cioé l’Ait: sta a lei giudicare se sono ammissibili o no, se sono in linea con gli investimenti che ci hanno detto di fare o no.
Ve li hanno mai respinti?
Eccome: all’allora Ato avevamo fatto una richiesta di più di 20 milioni per investimenti sostenuti tra 2008 e 2010 e ce ne hanno approvati 18.8.
Non si sono discostati di tanto: per i livornesi fu l’ennesimo aumento, arrivato a luglio dell’anno scorso a distanza di tre mesi da quello del 6.5% deliberato dall’Ait ad aprile 2014.
Mi permetta: il 10% in meno di riconoscimento di una spesa è tanto. Nel caso specifico erano oltre due milioni. Se li hai sostenuti davvero quei costi, sono problemi. Noi ne avevamo rendicontati 21 e per l’Ato invece è stata ordinaria manutenzione. Alla fine sono soldi che mancano. Se l’azienda è virtuosa e riesce a portare in fondo un utile, lo decurta. Ecco perché un'azienda vera non può mai andare in pareggio e ha sempre bisogno di un piccolo margine che serve a colmare lacune, problemi, ritardi.
A proposito dell’utile: vista la sfilza dei rincari i 5 milioni di quest’anno non potevano esser girati per coprire i 4.2 milioni di differenza tra il vostro piano e le minori entrate, che invece ora cadranno sulle spalle dei livornesi?
No, l’utile viene accantonato per eventuali problemi. Ricordatevi che si devono ammortizzare le perdite sui crediti. Una cosa è il fatturato, una quello che riscuotiamo. E riscuotiamo molto meno. Una scorta serve.
E così da luglio la bolletta crescerà ancora: la conferenza territoriale dei Comuni avrebbe potuto bloccarli questi aumenti?
Guardi, dopo la nostra proposta d’incremento, l’Ait ha impiegato qualcosa come sei mesi per fare una valutazione, poi l’ha sottoposta ai sindaci. Ai sensi di legge dev’essere garantito l’equilibrio finanziario. I Comuni avrebbero potuto votare no e non approvare, con la conseguenza però di non garantire l’equilibrio finanziario. E col risultato che saremmo andati a scalare gli investimenti da fare.
Potevano però fare delle modifiche alla rimodulazione delle tariffe, però...
Erano di fronte a un dato contabile oggettivo: in quei casi si vota sì o no.
Voi avevate chiesto di rendere l’aumento retroattivo da gennaio, per recuperare 4.2 milioni. Ma la richiesta è stata bocciata. Vi mancheranno altri 2.1 milioni: quando li recupererete?
Quei soldi andranno persi e andranno a decurtare l’eventuale utile del 2015.
Qualcuno ha sostenuto che la nuova modulazione della tariffa va a premiare chi è virtuoso nei consumi, poiché la fascia che sta sotto i 30 metri cubi l’anno avrà uno sconto (seppur minimo). Quanti sono i soggetti che ne beneficeranno?
Il dato che abbiamo è che nella fascia tra 1 e 50 metri cubi annui rientra il 24% della popolazione.
Sì, ma lo sconto è fino a 30 metri cubi, gli altri pagheranno comunque di più. Quanto è ampia questa fascia?
Di preciso non lo so, ma è una fascia sicuramente poco significativa.
I rialzi invece vanno a crescere col crescere dei consumi, ma i consumi crescono al crescere del numero dei componenti familiari. E’ d’accordo che si tratta dell’ennesimo aumento che penalizza le famiglie?
Non sta a noi fare questa valutazione. Se devo esprimere un’opinione auspicherei che ci fosse una compensazione diversa che consideri le fasce di consumo in rapporto al numero di componenti di ogni utenza domestica. Se ci dicono di farlo, noi lo facciamo anche domani. A noi non cambia, sempre quei soldi devono entrare. E’ un tema che prima o poi va affrontato.
@giucorsi
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