Il Tirreno

Livorno

RIFORMA DELLO STATUTO

Collegio garanzia, in Comune è botta e risposta sui membri

LIVORNO. In prima commissione consiliare si è tornati a parlare di riforma dello Statuto comunale, revisioni del titolo I e II, con particolare interesse all'articolo 67, che fa riferimento al...

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LIVORNO. In prima commissione consiliare si è tornati a parlare di riforma dello Statuto comunale, revisioni del titolo I e II, con particolare interesse all'articolo 67, che fa riferimento al Collegio di garanzia: organismo di verifica referendaria, di conciliazione e di giustizia. La prima proposta di modifica è arrivata dalla vicesindaco Stella Sorgente e riguarda la composizione del Collegio che, secondo Sorgente, potrebbe essere composto dal segretario generale, al posto del difensore civico, e da quattro componenti eletti dal consiglio comunale (magistrati anche a riposo, professori accademici di discipline giuridiche o sociali, avvocati con almeno dieci anni di esercizio, dirigenti della pubblica amministrazione in quiescenza con laurea in giurisprudenza), due dei quali verrebbero eletti da una rosa di nomi indicati dalle forze di maggioranza e altri due da un'altra rosa di nomi presentata dalle opposizioni. Nessun compenso per i componenti del Collegio e durata di tre anni con una sola eleggibilità, salvo che per il segretario generale.

«Un modo – ha detto Sorgente – per garantire maggiore pluralismo, siamo aperti alla partecipazione popolare e restiamo in ascolto delle altrui proposte».

Altra proposta di revisione è arrivata da Marco Galigani (M5S), rappresentato dalla consigliera Cristina Mileti: «la proposta avanzata – spiega Mileti – si basa sulla presidenza del segretario generale e la presenza di quattro componenti selezionati attraverso estrazione pubblica».

La ripartizione, secondo la proposta di Galigani, dovrebbe essere in numero uguale tra componenti dell'ordine degli avvocati e componenti indicati dall'Università, fra docenti di discipline giuridiche.

«Sono assolutamente contrario – è intervenuto Marco Cannito (Città Diversa) – sul coinvolgimento del segretario generale, che ha funzioni di legittimazione e di verifica degli atti: la ritengo una forzatura, si tratta di una figura interna all'amministrazione». E propone: «Sono per proposte di candidatura popolare su cui potrebbe esprimersi il consiglio comunale. Se questa fosse una proposta forte, allora propendo per un'apertura civica composta da cittadinanza con esperienza e requisti, magistratura, università e ordini professionali».

Contrario rispetto al coinvolgimento del segretario generale anche Marco Ruggeri (Pd) che ha proposto un mix di figure: «Commercialisti, avvocatura, esperti di diritto costituzionale, ma anche cittadinanza con griglie di competenza, stabilendo successivamente le modalità di selezione».

Ruggeri è rimasto scettico sulla forma della gratuità, e il segretario Giuseppe Ascione ha precisato che i componenti collegiali sarebbero forniti di indennità di presenza.

Marco Bruciati (Buongiorno) ritiene che sarebbe utile portare nel Collegio persone di assoluta garanzia (allargando eventualmente alla partecipazione popolare), da individuare attraverso presa di responsabilità delle forze politiche.

La discussione sarà ripresa in commissione il 9 luglio.

Rosanna Harper

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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