Gioco
«Smettiamola di demolire chi rappresenta Livorno»
Non si placano le polemiche dentro al Pd dopo il no di Rossi a Bolognesi Il segretario: «Per Livorno un bel risultato, investiremo su Grieco e Gazzetti»
LIVORNO. Lorenzo Bacci, segretario territoriale del Pd: Livorno ha un assessore nella giunta regionale, la prof Cristina Grieco (che ha avuto le deleghe a istruzione e formazione), ma nel Pd livornese è polemica. Come la mette...?
«Ci sono ancora certe situazioni che rendono difficile apprezzare a pieno risultati importanti come questo. A livello amministrativo, da sindaco, sono abituato a dire che contano gli atti; a livello politico contano i risultati. Anche se in prima battuta possono esserci distinguo, sono sicuro che nel tempo tutti si sentiranno rappresentati dalle scelte fatte da Rossi per la giunta».
Scusi, cosa intende per “certe situazioni” ?
«Che bisognerebbe iniziare a ragionare come l'uomo della strada. In parecchi mi hanno fermato negli ultimi giorni dicendomi: “avete portato a casa un risultato come questo e invece di essere contenti mettete in piazza le polemiche? Se c’è bisogno di fare chiarimenti parlatene al vostro interno”».
Lei perché ha parlato di una “vittoria per Livorno”? Non ha un po’ esagerato con quel post su Facebook?
«Guardi, da Aulla a Capalbio l'unico assessore della costa è di Livorno. Mi sembra già questo un dato incontrovertibile».
Ma chi ha proposto il nome di Cristina Grieco?
«Rossi. Ci stiamo dimenticando che le scelte che riguardano la giunta regionale le fa il presidente, così come quelle che riguardano la giunta comunale le fa il sindaco. A volte si pensa che le singole federazioni abbiamo un peso tale da spostare scelte rispetto alle quali, alla fine, conta sicuramente il punto di vista del partito, però…»
Però?
«C'è un dato che dovrebbe essere preso in considerazione in tutte le regioni, a tutti i livelli: il partito inteso come una struttura tale da condizionare dalle singole federazioni tutte le scelte dei livelli più alti è oggi una chimera. Se si vanno a vedere le scelte fatte a livello regionale da Rossi, sono spesso molto più influenzate da situazioni di interfaccia “uno a uno”, che “uno a molti”».
Cosa vuol dire?
«Che mentre ci sono federazioni dove sono presenti personalità politiche con un peso tale da condizionare determinare scelte, oggi questo onestamente Livorno non ce l'ha».
Sta dicendo da solo che oggi il Pd di Livorno non conta?
«No, sto dicendo che Livorno oggi non ha una personalità politica di spicco come può essere a Lucca Marcucci, a Prato Giacomelli, ad Arezzo Ceccarelli o a Firenze la stessa Saccardi. E perché non ce l'ha? Non perché non avrebbe potuto averla, anzi, ma perché – come si sta vedendo – una volta che viene individuato un punto di riferimento, una personalità politica o tecnica livornese (potrebbe essere il caso di Gazzetti come consigliere regionale o di Grieco come assessore) invece di valorizzarla tutti insieme fin da subito, si tenta di demolirla. Da subito e tutti insieme. Non si andrà molto lontano se l'approccio è questo. Ma sono sicuro che per Gazzetti e Grieco ci sarà la possibilità di attivare fin da subito un percorso per responsabilizzarli politicamente: il mio progetto vede per loro non solo un ruolo importante in giunta e in consiglio regionale, ma anche una prospettiva dal punto di vista del ruolo politico dentro la città di Livorno».
Cioè verso una futura candidatura a sindaco?
«No, voglio dire che abbiamo sempre più bisogno di persone che facciano sentire la voce del territorio. Il partito funziona se siamo una comunità, non se c’è qualcuno che viene mandato avanti, in Regione o in Parlamento, e poi viene lasciato solo. Oggi il Pd di Livorno, nonostante abbia un segretario di federazione, non ha ancora quella mole tale da farsi vedere come una moltitudine. Ed è a questo che stiamo lavorando: sono sicuro che questa moltitudine potrà essere rappresentata anche attraverso la valorizzazione di figure come Francesco e Cristina che sono a pieno titolo parte attiva dell’azione del Pd, non sono passati da qui per caso. Vorrei ricordare che la Grieco è stata proposta da Ruggeri alle amministrative ed è stata portata da me in direzione, non è stata trovata da Rossi su un album di figurine. Se Rossi la chiama fa un gesto nei confronti di Livorno, non scontato».
Resta il fatto che la proposta della federazione era un'altra: Marida Bolognesi.
«Sì, la proposta era quella, poi l'ultima voce ce l'ha il presidente. Noi ci eravamo mossi sulla base della richiesta di mettere a disposizione una donna con un profilo di esperienza politica: era naturale e giusto fare il nome di Marida, intorno alla quale si era creata anche una convergenza. Ma non posso dire di essere deluso dalla scelta fatta da Rossi, tutt’altro. Si è andati ad attingere oltre il recinto partito».
Non si è sentito scavalcato?
«No».
Ma non è che in realtà il nome di Bolognesi sul tavolo non c’è mai stato davvero?
«Questo assolutamente no. Però, ripeto, non la viviamo come una sconfitta. Proviamo a spiegare altrove che questa è una sconfitta: riderebbero, anzi ridono già...».
Eppure anche Alessio Quintavalle, responsabile comunicazione della sua segreteria, ha detto che in giunta avrebbe voluto Bolognesi e dopo il suo post ha scritto che non vuole accodarsi a "finti festeggiamenti di rito". Intanto i filo-Bolognesi minacciano di uscire dagli organismi (facendo tremare la segreteria comunale). Riunirà segreteria e direzione?
«Non condivido quella frase nella forma. Comunque ho già riunito la segreteria e riunirò la direzione dopo l’insediamento della giunta regionale (25 giugno, ndr). Non ho problemi a confrontarmi e non credo che ci saranno cambiamenti negli organismi dirigenti. Ora però si apra la stagione di vera riorganizzazione del partito a Livorno. Con un consigliere e un assessore a Firenze».
C'è chi ha chiesto le sue dimissioni, ad esempio Lenzi.
«Le chiedono dall'8 dicembre, sono diventato segretario il 7. Mi fa piacere per certi versi…».
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