Toscana
Nella bottega delle trottole di legno
Tra gli oggetti creati da Romano Cheli giocattoli del passato ma anche collane, fiaschette e pendolini
LIVORNO. Mensole fatte in legno ricoperte di oggetti costruiti con lo stesso materiale, dai bicchieri di diverse forme e misure fino ai piatti, passando per i cavalletti porta cornici, e la moltitudine di trottole. Entrando nella casa di Romano Cheli artigiano e lavoratore del legno, o meglio creatore del legno, non è possibile non accorgersi della quantità indecifrabile di oggetti in legno realizzati proprio da lui, lavorati a mano. Perfino una scaletta che si trova vicino l'ingresso della cucina e una piccola carrozza vicina al laboratorio situato in giardino dove, tra coniglio, gallina e calle fiorite, si trovano i ferri del mestiere, pezzi di legno accatastati gli uni vicino agli altri. È il luogo dove tutti i giorni il signor Romano lavora con passione il legno, dalle 2 del pomeriggio fino alle una di notte, perché, come lui stesso assicura, “l'importante è lavorare, non rimanere fermi”, nonostante gli anni non più giovanissimi. Romano Cheli, classe 1939, di Pomarance, ma trapiantato a Livorno da 57 anni, lavora il legno praticamente da una vita, da quasi 55 anni.
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Una passione tramandata dal nonno, che ha portato Romano a diventare un vero e proprio intenditore del legno anche se nella sua vita, come ha spiegato, ha fatto praticamente di tutto, dal rappresentante all'orafo: a Romano basta un semplice sguardo, per capire la varietà del legno, le tecnica migliore di invecchiamento. Romano, per le sue creazioni, ne usa di varie tipologie, da quelli appartenenti alla macchia italiana come leccio, corbezzolo o ciliegio, e quelli più “esotici” come il kevazingo o la moretta. Le sue creazioni sono molteplici e variegate, un assortimento di cose realizzate in maniera naturale e lucidate con la cera d'api prodotta da Romano stesso che, come ha voluto precisare, “la qualità viene sempre prima di tutto”.
Mostra con orgoglio i ciondoli a forma di cuore, da tenere al collo, che piacciono moltissimo a signore e ragazze, i fischietti, i bicchierini - tra cui il bicchiere di Pisa, dalla forma storta come la più famosa Torre – i pendolini, anch'essi da tenere attorno al collo, che per ogni circostanza possono contenere gocce di profumo, le penne e le fiaschette porta peperoncino. Ma è mostrando le trottole, le sue più famose e richieste creazioni, che a Romano si illumina lo sguardo: ne produce di vari tipi e di diverse dimensioni, ed è stato proprio lui ad attribuire nome e caratteristica a ciascuna. Ha spiegato che ogni regione italiana ha una precisa nomenclatura, in Toscana, ad esempio, le trottole si chiamano frullini e poi con un certo orgoglio mostra le sue creazioni: ci sono le trottole “da viaggio” dotate di una specie di supporto piano che consente di utilizzarle nei posti più disparati, le trottole “tecnologiche” che, dotate di un particolare sostegno, possono essere spostate da un posto all'altro mentre sono in funzione. E ancora ci sono le più sofisticate trottole cavatappi, per togliere il tappo alle bottiglie e che girando compiono dei buffi “saltelli”, e le trottole incastonate nei bastoni da cammino.
Romano impiega diverso tempo per realizzare le trottole, da mezz'ora fino anche una giornata intera, a seconda delle dimensioni. Le trottole sono solitamente gli oggetti più richiesti durante le fiere a cui Romano partecipa in tutta Italia, da molti anni anche ad Effetto Venezia, con le sue creazioni. "Rimangono molto soddisfatto quando mi chiedono le trottole – ha detto Romano. Piacciono molto ai bambini, ma sono soprattutto gli adulti a richiederle, per loro spesso rappresentano un tuffo nell'infanzia". Ma anche un giocattolo che gli adulti comprano spesso per i bambini, per far conoscere loro giochi diversi da quelli elettronici o computerizzati. E ricorda di come, in passato, quando ancora nella case non c'era la televisione, bastasse una trottola e tanta fantasia per divertirsi e giocare. Romano mostra con una certa dimestichezza come si usano le trottole e spiega che il segreto sta nel frizionare indietro lo spago nel momento del lancio: un modo per farle volteggiare più a lungo. Rosanna Harper
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