Il Tirreno

Livorno

«Non dite che non c’è nulla»

di Juna Goti

Fasulo: nei musei visitatori in crescita, anche 4 mostre in contemporanea

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LIVORNO. «Non è vero che a Livorno non c'è nulla. Smettiamola di dirlo. Lo sa che la scorsa settimana in città c'erano quattro mostre in contemporanea? Da Restivo alla Labronica all’Oggetto Ri-fiutato al Palazzo Orlando...». Pantalone blu, giacca grigia, niente cravatta. L’assessore alla cultura, Serafino Fasulo, entra nella redazione del Tirreno stringendo in una mano il libro sulle collezioni civiche d'arte contemporanea ("Il grande rettile e gli altri") e nell'altra il depliant che il Comune ha appena fatto stampare per riassumere gli eventi in calendario fino a settembre-ottobre. «Lo faremo stampare in formato 140x100 sui cartelloni...».

Assessore, ma intanto Effetto Venezia sarà dimezzata: arriveranno artisti (Rondelli, Nada, Karima…) ma per cinque giorni. Non avevate promesso altro, tipo un'estate in Venezia?

«Guardi (mette sul tavolo il depliant): questo è il programma dell'estate a Livorno, gli dia un'occhiata e mi dica se è poco. Lo abbiamo intitolato "A Livorno è sempre estate - luce, mare, cultura". È un calendario fitto di iniziative fino a ottobre. Vale la pena segnalare il Festival dell'Umorismo (25-27 settembre) e la mostra che tra settembre e ottobre sarà dedicata alla nostra collezione di arte contemporanea».

Pensa che sotto il profilo della cultura Livorno sia cambiata in questo anno?

«Perché Livorno cambi serviranno decenni, se si parla di cultura come crescita del cittadino. Se invece si parla di iniziative, credo si possa già sottolineare un cambiamento».

Ad esempio?

«Abbiamo iniziato dalle piccole cose, non solo perché per quelle grandi non siamo attrezzati, ma perché le piccole cose cambiano davvero la sostanza. Nei primi mesi ho avuto più di 500 appuntamenti, ascoltato proposte, talvolta bizzarre, come quella di spostare la Torre del Marzocco. Altre interessanti. Le abbiamo raggruppate per area di pertinenza e hanno dato vita a tavoli di lavoro: per l’arte contemporanea, la fotografia, i linguaggi audiovisi...

Per prima cosa abbiamo organizzato una riunione con le scuole perché entrassero in stretta relazione con il sistema museale, a cominciare dal museo Fattori. È importante partire dai più piccoli per coltivare la cultura del rispetto, della familiarità con l'arte. Così abbiamo esteso le giornate di apertura per le scuole da due a cinque e consegnato un pass ai ragazzi per portare i genitori al museo con lo sconto. A questo si sono aggiunte altre iniziative: il Mascagni manda gli allievi a fare concerti al museo».

Ok, in soldoni?

«Siamo passati da due presenze e mezzo giornaliere (due e mezzo!) a sessanta, con punte di 600 visitatori per le aperture gratis la domenica. Poi ci sono i Granai: erano in attesa di grandi mostre che non arrivavano. Negli anni passati è partita una rassegna di conferenze, "Frammenti", e in questi mesi sono state organizzate mostre di qualità, non eclatanti, da 200.000 euro. Ma con artisti di livello che hanno permesso di riappropriarsi dei luoghi e fare una riflessione sul valore sociale dell’arte. Abbiamo un calendario fitto fino a primavera. L'ultima di Campus, molto bella, ha significato anche una donazione importante: l'artista ci ha lasciato dieci opere».

A proposito di musei: si dice che quello di Storia naturale passerà al Comune

«Abbiamo dichiarato formalmente il nostro interesse alla Provincia, che sta verificando la propria situazione. Con il presidente ci siamo detti che se la Provincia avrà le energie per continuare a gestirlo andrà benissimo, se invece non potrà più farlo, è meglio che il museo passi al Comune piuttosto che alla Regione».

Sabato avete inaugurato il percorso "Sui passi di Modigliani" e il Fattori presterà a Seul tre opere. Intanto la mostra a Pisa è stata un successone. Livorno cosa vuole fare con Modì, starà ancora a guardare?

«Livorno non è stata a guardare, non ha mai avuto le risorse per dedicargli una mostra come quella di Pisa. Abbiamo intenzione di sottolineare il valore di questo artista e di farne respirare l'aria: le pietre di inciampo sono nate per questo. Il giorno del compleanno di Modì, il 12 luglio, in Fortezza Vecchia ci sarà un’iniziativa dell'associazione Ferrucci: libri, teatro, musica. Vorremmo che si ripetesse ogni anno. Poi, come ha detto il sindaco, c'è l'intenzione di allestire una mostra nel 2019, a ridosso del centenario della morte».

L'idea dell’amministrazione era di fare della Fondazione Goldoni il braccio della cultura: crede davvero sia stato così?

«Ci sono stati altri problemi in questo anno».

È un modo elegante per rispondere no?

«È stato così solo parzialmente, ma lo sarà sempre di più. Demi c'ha lavorato molto, ci sta lavorando. Il percorso è avviato. Quest'anno c'è stato bisogno di mettere prima a posto i bilanci».

La nomina di Demi doveva essere ad interim, ma è ancora alla guida del Goldoni. Nominerete un direttore a breve?

«Demi è una risorsa interna e ci sono stati aspetti da affrontare che avevano bisogno di una persona come lui. Sta portando a termine il suo lavoro, poi faremo delle valutazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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