La protesta
Ibis uccisi dal bracconiere, udienza rinviata
La Commissione europea chiede una condanna esemplare, ma intanto si rischia la prescrizione
SAN VINCENZO. Ibis uccisi, rinviata la seconda udienza del processo al bracconiere. Questo mentre, insieme alle associazioni ambientaliste Wwf e Lipu, la Commissione europea e il gruppo internazionale di coordinamento per la conservazione di questa specie (www.iagnbi.org) chiedono una condanna esemplare. «Per evitare la prescrizione, grazie a Carla Campanaro (responsabile ufficio legale Lav) – dice Alberto Zocchi, referente italiano del Waldrapp Team– l’udienza è stata fissata per l’11 dicembre. Da ricordare che nella prima udienza, del 13 febbraio scorso – aggiunge – la difesa del cacciatore aveva chiesto di risolvere il caso con un’oblazione, accettata, tra le polemiche, per la morte dell’orsa Daniza, ma qui negata dal giudice Marina Cirese, “ritenuta la particolare gravità del fatto, atteso che i due esemplari abbattuti costituiscono specie particolarmente protette da convenzioni internazionali”. Primo successo per il Waldrapp, sostenuto per motivi legali in questa causa dalla Lega per l’abolizione della caccia e dalla Lega anti vivisezione, che si sono costituite parte civile». L’11 dicembre saranno sentiti i testimoni per ricordare i fatti dell’ottobre 2012: le biologhe del Waldrapp Team che seguivano gli ibis e il comandante della polizia provinciale Trusendi che, insieme alla forestale, arrivò in breve tempo, grazie al gps degli uccelli, all’identificazione del solo imputato. Caso di forte impatto da subito perché il bracconiere di 43 anni, di Camaiore sparando da un appostamento di caccia nel territorio di San Vincenzo, aveva ucciso sia Goja, prima e unica ibis eremita ad aver imparato a percorre da sola (senza la guida del paraplano, insegnandola ad altri) la rotta di migrazione dalla Baviera alla Toscana, che il figlio Jedi.
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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