Gioco
Un’altra stangata per l’acqua Da luglio rincari fino al 10%
Livorno, all’Asa mancano 4 milioni e l’Authority dà l’ok alle nuove tariffe. Dal 2007 prezzi saliti di oltre il 50%. Scontro sull’entità dell’aumento. «Anche 60 euro l’anno». L’azienda: «Sono solo 6 euro a famiglia»
LIVORNO. L'ultimo salasso è datato meno di un anno fa. Titolavamo sul Tirreno dell'8 settembre 2014: "Conguaglio-stangata sulla bolletta dell'acqua. L'Asa chiede 18.8 milioni per lavori fatti tra 2008 e 2011, ogni famiglia pagherà da 50 a 150 euro di media, le aziende tra i 300 e i 500".
Sono passati poco più di nove mesi e ci risiamo: la bolletta dell'acqua crescerà ancora. Stavolta gli utenti livornesi non dovranno ripianare un maxi-investimento, ma il disavanzo tra il piano economico-finanziario ipotizzato da Asa (circa 81 milioni di euro) e l'entrata presunta dalle bollette stimata sugli introiti 2014 (circa 77 milioni di euro), come denuncia il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi, l’unico a votare no - venerdì mattina in municipio a Livorno - ad una desolata conferenza territoriale dell'Autorità Idrica Toscana Costa numero 5, a cui erano presenti appena 5 Comuni su 33.
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Il ragionamento è chiaro ma paradossale: Asa aveva previsto maggiori consumi e dunque un maggior incasso. Essendo invece calato l’uso dell’acqua e dunque diminuite le fatturazioni, quei soldi che erano stati scritti nel piano economico (ma che mancano) dovranno essere recuperati. Come? Spalmandoli su tutte le utenze. Della serie: meno i cittadini consumano e dunque più sono virtuosi, più si trovano costretti a pagare, perché l’azienda deve fare i conti con incassi minori delle previsioni.
E così, come un film che si ripete ogni anno, dal primo luglio le bollette aumenteranno di una media del 5.1%, circa 20 euro annui per le utenze domestiche, assai di più per quelle industriali.
Ma sulle cifre c’è discordanza tra l’Asa e lo stesso Parodi. Secondo Fabio Del Nista, numero uno dell’azienda di via del Gazometro, la ricaduta su una famiglia media di tre persone quest’anno sarà di 6 euro, mentre il sindaco di Suvereto calcola rincari per le utenze domestiche che toccheranno anche i 60 euro, con balzi che raggiungeranno fino al 13%. I due, è evidente, usano calcolatrici diverse.
Un dato invece è inequivocabile: si tratta del sesto aumento di fila che le famiglie livornesi devono ingozzare, oltre al conguaglio del luglio scorso. Una tendenza che conferma in pieno l'indagine condotta nel 2013 dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, secondo cui Livorno due anni fa era al settimo posto tra le province italiane con la bolletta dell'acqua più salata, con un aumento che aveva toccato dal 2007 il 40%. Adesso, con i ritocchi (si fa per dire) dell'ultimo bienno siamo schizzati ben oltre il 50 per cento d'aumento in 8 anni.
I rincari partiranno dal primo luglio. Secondo l’azienda si tratta di un’operazione inevitabile. «In realtà più che di aumento si tratta di una riarticolazione delle tariffe - sottolinea Fabio Del Nista -. Approvandola dal primo luglio ci porterà una maggiore fatturazione di 2.1 milioni. Purtroppo - spiega il numero uno di Asa - la diminuzione reale dei consumi si è particolarmente sentita nella nostra area, soprattutto per il calo di quelli industriali. Questo ha fatto sì che la fatturazione del 2014 sia stata molto inferiore a quanto previsto nel Piano economico finanziario 2015 e per recuperare quei soldi o almeno una parte, ci troviamo a riarticolare le tariffe e le fasce d’utenza». Tra l’altro il problema è ormai datato: «Ce lo portiamo avanti davanti dal 2008 e di anno in anno le sofferenze sono arrivate a 20 milioni, ma per garantire l’equilibrio economico-finanziario dobbiamo recuperare in questo modo».
La votazione fa esplodere anche una polemica politica, che coinvolge soprattutto il mondo Cinque Stelle. Il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi (sostenuto dal M5s alle elezioni per la Provincia) attacca l'assessore livornese Gordiani che ha votato a favore dell'aumento: «Non ha sollevato criticità», dice. Ma l'assessore replica: «Pagherà di più chi spreca».
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