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Livorno

«Pedate e pugni: volevano ucciderlo»

«Di quel ragazzo ho visto solo i piedi perché sopra e intorno aveva una ventina di persone che lo picchiavano. Urlavano: “Ti ammazziamo”. E poi calci, cazzotti. E intorno i passanti che incitavano il...

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«Di quel ragazzo ho visto solo i piedi perché sopra e intorno aveva una ventina di persone che lo picchiavano. Urlavano: “Ti ammazziamo”. E poi calci, cazzotti. E intorno i passanti che incitavano il linciaggio. Nessuno, dico nessuno, che abbia detto di fermarsi. Se non era per due ausiliari del traffico che si sono precipitati prima dell’arrivo della polizia, non so come sarebbe andata a finire per quell’uomo». Letizia ieri mattina intorno alle 10.30 era in sella al suo motorino e stava percorrendo via Giovannetti. Il furto al mercato era avvenuto da pochi minuti e i passanti avevano appena fermato il responsabile.

«Ho visto un mare di gente, davanti al parrucchiere, pensavo che si trattasse di una manifestazione: il traffico era bloccato e si sentivo le urla anche da piazza della Repubblica». Poi Letizia ha guardato meglio e ha visto qualche metro più avanti la sagoma di un uomo a terra e intorno capannello di persone «C’erano persone anziane di settanta, ottant’anni che gridavano: “Lo dovevano ammazzare”. A una di queste ho detto che non si cura la violenza con la violenza. Lei mi dato ragione, ma ha fatto spallucce. Cosa ho provato in quei momenti? Che il furto è un brutto gesto, ma la cosa più brutta è stata la reazione dei livornesi che hanno sfogato la loro rabbia e frustrazione in quel modo». (f.l.)

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