Sicurezza
L’abitanti di Venezia chiedano asilo a quelli di Sarviano
Scappano da Effetto Venezia. Ma Sarviano chiude le frontiere: “Stativene a casa vostra!” e li piglia a baccellate
E’ l’apocalisse. Appena s’è sparsa la notizia che Effetto Venezia lo rifanno perdavvero anche vest’anno è cominciato l’esodo biblico de’ residenti della Venezia verso le zone a est della città. Tutti si son dati alla fuga e son scappati verso Sarviano. L’idea è quella d’assicurassi un posto dove vivere quando la kermesse entrerà ner vivo co’ su’ grandi ospiti. Ma a Sarviano, quartiere noto per la Sagra der Baccello, cianno ir dente avvelenato co’ "Effetto Venezia" sicché all’artezza di via de’ Pelaghi hanno tirato su un muro e chiuso le frontiere. “Qui ’un s’ospita nissuni!” hanno fatto sapere dalla Circoscrizione. Boia, ma siete proprio allezziti! Son 5 giorni soli!”, hanno risposto dar Comitato de’ residenti della Venezia ‘n fuga, ma nulla, Sarviano non n’ha voluto sapere. Hanno chiamato anche Sarvini, che subito s’è messo una ferpa con scritto “Sarviano” e sotto la foto d’un baccello, solo che quando l’hanno visto arrivà nessuno sapeva qual era la testa, se quella allungata, a forma di baccello, in alto o quella allungata, a forma di baccello, disegnata ‘n basso. Una signora disperata cià raccontato: “Non me l’aspettavo tutta questa perfidia dagli abitanti di Sarviano. Io urlavo: ‘Ospitatemi, aiuto! C’è un monte di concerti!” e loro continuavano a dì: ‘Nada!’. Vaglielo a spiegà alla signora che ’un era un diniego, ma era ner programma!
Claudio Marmugi
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Riflessioni spicciole sulla banca e i banchieri
di PAOLA PASQUI
L’altro giorno, durante una interminabile attesa in banca, siccome un ciavevo ir sudoku, mi sono dedicata a delle riflessioni spicciole. Non assicuro sulla razionalità delle stesse, perché l’aria condizionata funzionava un po’ sì un po’ no e dopo due ore avevo la lucidità media dei Rolling Stones nel ’70 (dici te: e fare du commissioni? ma la mi commissione era appunto andà in banca). Allora, prima di tutto c’erano due cassieri due, che devo dire si stramazzavano per come potevano ma con mille persone in fila dalle otto e mezzo seondo me du cassieri, per quanto eroici, forse da soli un ce la fanno. La domanda quindi è: non è che nelle banche, come dappertutto, ci sono troppi consultant managers marketing oriented investments assessment operators e altre figure inventate di pacca a fronte di pochissima gente impegnata dove serve? Altra riflessione, a casaccio. Se una fila così si formasse all’anagrafe, i cittadini imbelviti sbranerebbero gli impiegati pubblici tipo leoni al circo Massimo coi cristiani. In banca, invece, tutti zitti e buci, sebbene sia ormai acclarato che il grosso dei nostri problemi di occidentali ci viene proprio dalle banche e no dall’anagrafe. Mi ha ricordato un po’ gli anni della giovinezza, quando il bravo ragazzo che ti adorava veniva schifato per il guappo che ti trattava male. Ma, appunto, erano gli anni ’80, e nei sentimenti ci siamo evoluti. Magari lì.
Le soleil du Romito
di CONSALVO NOBERINI
L’artro giorno, la notizia d’un mega ingorgo che broccava ir Romito ha dato ’r via alla fantasia de’ tastieristi nostrani che parlavano d’un tirre cari’o di hascisce che aveva dato barta ar Sassoscritto, provo’ando ’osi la processione sur posto di ragazzi "erbivori" pronti a spartissi ir cari’o. Poi su fesbucche la notizia bomba che annunciava ir volo der Nogarinne che, vestito da Superman, si sarebbe lanciato cor parapendio a propurzione atomi’a, da lui inventato, da Ciano verzo ’r Romito cantando "Volare". Quindi varcuno "tuittava" che alle "vaschine", un pisano di ’Arcinaia era stato ’nghiottito da un ghiozzo di tre metri geneti’amente mutato per ave’ mangiato l’intero ’ontenuto d’un bidone tossi’o all’artezza der Marroccone. Poi la verità: traffi’o broccato da tre purma’ francesi "porcheggiati" in tripra fila, tanto in Italia si por fa’ tutto, specie se siamo forestieri, perché attratti da una mortitudine di gente gnuda e nera ’me la pece, sdraiata sulli scogli e da loro scambiata per migranti protestanti. Finarmente, dopo tre ore circa, è arrivato sur posto ir "pronto intervento" de’ vigili urbani che ha spiegato loro, coll’aiuto d’un interprete, che noi a Livorno sulli scogli ci si sta per piacere e no per protesta.
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La Notte Blu e ir Viagra
di GINO IR NOTTAMBULO
O perché quando leggo "Stanotte c’è la Notte Blu, sarà una notte insonne e ci saranno un sacco di spettacoli a tutte l’ore, divertimento a palla senza sosta e senza pietà" penso più ar Viagra che alle bandiere blu? Forse perché ir Viagra, alla fin fine, è più onesto della bandiera in sé. Senza guardà Livorno nello specifico, la bandiera blu m’ha sempre lasciato perplesso. E’ una sorta di bollino di qualità che ti rilasciano un po’ a comando. A du’ passi dallo Scolmatore (mi sbaglio o ci trovarono ir vibrione der colera a fa’ ir bagno dentro qualche anno fa?), a un metro dalla Darsena Petroli, dopo l’Eni, i depositi der gassé, le gasiere, ir porto industriale con tutte le navi che scaricano a poppa e a prua, appena passi ir ponte der Calambrone ti c’è un ber cartello “Calambrone! Bandiera Blu!”. Ci manca solo ir cormorano di Desert Storm (quello ‘ntrappolato ner catrame) impiccato sotto e siamo apposto. Meglio allora ir Viagra, davvero. Non sarà duro e puro nemmen quello, sarà artefatto, ma pare dia tante soddisfazioni, più della bandiera blu. Che tanto una bandiera poi s’ammaina. Cor Viagra, ‘un s’ammaina (guasi) mai.
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Vergogna’s Park sull’artalena der Parterre
di CLAUDIO MARMUGI
E così siamo ‘mbecilli. Ma lo siamo parecchio. E anche ‘ncivili. E beceri. Si sapeva ma, ner dubbio, si riconferma ad ogni occasione. Si, mi riferisco all’uso ‘mproprio dell’altalena de’ disabili ner Parco Inclusivo voluto da’ Camminatori Folli ar Parterre. S’è detto tanto, ma non s’è detto abbastanza. Perché io quell’altalena lì l’ho vista dar vivo, all’inaugurazione. Ci son dei cartelli stampati sopra che son chiari anche per gli scoiattoli, le tartarughe e per i gabbiani. “I bimbi normodotati non ci possono salire”, non c’è versi. C’è un “divieto” grosso come ‘na capanna. E ‘un è “scritto” (a volte uno ‘un sapesse legge’): è illustrato,c’è la figura! Anche ‘n UFO lo capirebbe. E c’è un altro cartello accanto (sempre disegnato) che indica che “ci si può salire solo con la sedia a rotelle”, ed è lampante. Del resto, è stato presentato come parco inclusivo, che permette e permetterà (ma no se si continua così) di far giocare i bimbi tutti insieme. Eppure, dall’attimo ‘n cui l’hanno messa, non passa giorno che non arrivino le foto dei genitori che dondolano i figlioli ‘n piedi su quell’altalena rossa. E io, come tanti, ci perdo ir carattere. La gente non è più nemmeno superstiziosa! No, strano, perché di solito i sempliciotti lo sono. A’ mi tempi usava: “Non camminà con le stampelle…”. Oh, menomale, a Livorno s’è sconfitto anche la superstizione! Ora vediamo di sconfigge’ l’imbecillità però. Anzi, forse avrei cominciato da lì, prima ancora della superstizione. Ma l’imbecillità è dura da estirpà!
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